[06/09/2007] Comunicati

Onu e Ong: più informazione contro il global warming

LIVORNO. Durante l’apertura della sessantesima conferenza annuale del dipartimento dell’informazione pubblica dell’Onu e delle Organizzazioni non governative, Asha-Rose Migiro ha chiesto ai partecipanti di raddoppiare gli sforzi per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del riscaldamento climatico. «Il riscaldamento climatico – ha detto la vice segretaria generale dell’Onu – non è solamente una sfida per le Nazioni Unite. Si tratta di una vera sfida mondiale per i governi, il settore privato e la società civile». Non a caso l’incontro Onu-Ong quest’anno ha come tema «i cambiamenti climatici: quel che ci riguarda tutti».

Asha-Rose Migiro ha sottolineato la posizione di avanguardia svolta dalle Ong che permette loro di essere particolarmente attive ed efficaci ed ha chiesto di creare un sostegno locale ed associativo importante per ottenere risultati nel corso del summit mondiale sul global warming che si terrà a Bali a dicembre. «Il nostro obiettivo – ha detto la segretaria aggiunta dell’Onu – è quello di ottenere un accordo generale nell’ambito della Convenzione-quadro dell’Onu sui cambiamenti climatici. Occorrerà convincere i nostri dirigenti prima del 2009».

Marjori Tiven, commissaria per l’Onu della città di New York ha sottolineato gli sforzi dell’amministrazione comunale per realizzare «un Piano destinato a legare prosperità economica e rispetto dell’ambiente. Entro il 2030, la città di New York conterà un milione di abitanti supplementari, una tale crescita deve tener conto dell’impatto degli effetti del riscaldamento climatico che renderanno più vulnerabili particolarmente le metropoli costiere». Nel dicembre scorso il sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha definito un piano di sviluppo urbano verde per fare di New York la prima città ecologica degli Usa e sono state stabilite 21 iniziative in cinque settori prioritari: terra, aria, trasporti, acqua ed energia Joan Kirby, presidente del comitato esecutivo delle Ong che lavora con il dipartimento Onu dell’informazione, ha sottolineato la dimensione planetaria della sfida del riscaldamento climatico ed ha insistito sulla necessità «di politiche che rispondano a questa sfida e delle quali il segretario generale delle Nazioni Unite ha fatto una delle priorità del suo mandato».

Kirby ha rilevato il «carattere ingiusto degli effetti dei cambiamenti climatici, i Paesi ricchi hanno continuato a prosperare nel corso degli ultimi decenni mentre le loro emissioni di gas serra hanno dato luogo al problema al quale facciamo ormai fronte. Mentre i Paesi poveri, domani, saranno i primi a subire la gravità accresciuta delle siccità, delle inondazioni, della fame e delle malattie conseguenza del riscaldamento climatico. La crisi del Dharfur è stata descritta come la conseguenza di più di 20 anni di siccità che hanno preceduto l’escalation del conflitto».

Alla conferenza in corso a New York partecipano 2.506 persone provenienti da 80 Paesi e 400 rappresentano organizzazioni giovanili. Secondo il segretario della Conferenza Jordan il summit Onu-Ong «aiuterà a riflettere sulle ragioni del mancato progresso per quel che riguarda la lotta contro gli effetti nefasti del riscaldamento climatico che impegnano il futuro dell’intera comunità umana».

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