[06/09/2007] Energia

Ortis: «Più carbone per ridurre le bollette», ma intanto l’Italia si allontana dall’Ue e da Kyoto

LIVORNO. In un’intervista a “Libero Mercato“, un supplemento del quotidiano “Libero”, il presidente dell’Autorità per l’energia, Alessandro Ortis, dice che per ridurre i costi delle bollette degli italiani è necessario aumentare la quota di carbone nel mix energetico. Una dichiarazione che non può certamente piacere a chi, come Legambiente, si batte contro l’aumento della quota di carbone nel paniere energetico italiano.

«Questa volta Ortis si sbaglia – dice Francesco Ferrante (Nela foto), direttore generale di Legambiente - Nel nostro mix energetico di carbone ce n’è già abbastanza. Per ridurre le emissioni di gas serra e raggiungere gli obiettivi di Kyoto la fonte che dobbiamo progressivamente rimpiazzare è proprio il carbone, che genera le più alte emissioni specifiche di CO2. Il futuro energetico e ambientale del nostro Paese dovrebbe invece basarsi sull’innovazione tecnologica che investe sulle fonti rinnovabili. I produttori di energia elettrica – conclude Ferrante - devono diventare protagonisti sul mercato puntando su tecnologie ormai mature e competitive come e eolico e solare, così come nell’efficienza energetica degli impianti e degli edifici».

Intanto il ministero dell’Ambiente rende noto che nel 2005 le emissioni di gas serra nell’Europa a 15 sono diminuite del 2% rispetto al 1990. Più marcato il calo nei 27 paesi che formano oggi l’Ue:meno 7,9%. Tra il 2004 e il 2005, le emissioni di gas serra nella Ue a 15 sono diminuite dello 0.8%. A contribuire molto è stato il riscaldamento climatico che ha fatto calare la necessità di riscaldamento nei Paesi del nord Europa.

«Le emissioni nel 2005 sono più basse del 2% rispetto al 1990, 86 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti – si legge nell’’Inventario europeo dei gas serra dell’’Agenzia europea per l’ambiente (Aea). Nel protocollo di Kyoto la Commissione europea aveva stabilito di ridurre le emissioni di gas serra nel periodo 2008-2012dell’8% rispetto all’anno base 1990. Supponendo un percorso lineare dal 1990 al 2010, nel 2005 le emissioni di gas serra sono superiori all’obiettivo di un indice pari a 4,1 punti».

Una diminuzione inferiore alle attese ed agli obiettivi che erano del 6%, se continuerà questo trend nel 2010 il calo di emissioni non sarà superiore al 2,7%, molto lontano dall’8% in meno previsto, e in Italia le emissioni sono addirittura in crescita del 12,1% rispetto al 1990 mentre dovevano essere a meno 6,5%. Forse la ricetta carbonifera di Ortis dovrebbe fare i conti anche con questi dati sconsolanti e con questo ritardo del nostro Paese.

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