[10/09/2007] Trasporti

La lotta ai cambiamenti climatici si combatte con la Festa del camionista?

LIVORNO. Prendiamo a spunto l’inserto di oggi dell’Unità “Ambiente & Natura” non per criticare un´iniziativa editoriale buona in sé, ma cogliendo invece l’occasione per una (ennesima, ma non per questo superflua) riflessione sulla comunicazione e su quella ambientale in particolare.

L’inserto – quattro pagine in tutto – ha due aperture che parlano rispettivamente di mutamenti climatici ed effetto serra. Articoli corretti e su argomenti più che attuali, ma quello che balza all’occhio è la pubblicità della prima pagina: Festa del camionista (con annesse acrobazie di camion auto e moto). Nessuno vuole certo crocifiggere i camionisti, ma fa un po’ sorridere e un po’ riflettere vedere nella stessa pagina i rischi del clima che cambia e sotto un autotrasportatore che, accanto all’immagine di un mondo con camion giganti che lo sovrastano, dice: “…questo è il camionista un partner insostituibile per l’economia del paese”.

I cambiamenti climatici, come noto, sono in larga parte prodotti anche dall’inquinamento delle auto. Che provoca anche malattie cardiorespiratorie importanti (9mila morti di smog in Italia all’anno, fonte Oms) oltre a diseconomie legate alle lunghe ore passate in fila nelle città. E ancora consumi di petrolio e quant’altro. Unica via d’uscita è una mobilità più sostenibile, che prevede in prima fila come intervento quella del trasporto che passa dalla strada alle rotaie o al amre. Un processo che deve passare attraverso il progressivo abbandono proprio dell’autotrasporto di merci in favore dei treni e delle navi quando possibile.

Oltre al fatto che bisognerebbe pure ridurre la filiera, ovvero la distanza tra – semplificando – dove si coltivano o si fabbricano i prodotti e i consumatori, dal punto di vista comunicativo mettere insieme un richiamo all’attenzione ai cambiamenti climatici e una pubblicità della festa dei camionisti (ma sarebbe stato lo stesso per uno spot di un’auto o di una griffe di moda dove neppure si faccia accenno a questioni vagamente allusive all’ambiente) equivale, come minimo, ad un messaggio contraddittorio. Il lettore distratto magari non ci farà caso, quello attento o ci farà una risata o squalificherà l’intera iniziativa. Con danno anche per gli organizzatori della Festa…

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