[10/09/2007] Recensioni

La Recensione. Habitat rettili e anfibi dell’Arcipelago toscano nei “Quaderni del Parco”

Il parco nazionale dell’Arcipelago Toscano comincia finalmente a dotarsi di materiale divulgativo di grande interesse. Sono di recente pubblicazione due piccole ma preziose guide che l’ente parco ha realizzato insieme alle università di Pisa e di Firenze e che svelano una varietà di ambienti e animali che hanno uguali nelle isole minori del Mediterraneo.

“Habitat da conservare” , con testi di Marina Clauser, dell’Orto botanico del museo di storia naturale dell’università di Firenze e di Silvia Boddi e Stefano Foggi del Dipartimento di biologia vegetale dell’università di Pisa, rappresenta il naturale seguito alle indagini sul campo promosse dal parco che avevano già portato ad una dettagliatissima carta della vegetazione dell’isola d’Elba e descrive gli habitat prioritari presenti nell’Arcipelago toscano così come classificati dalla direttiva 92/43dell’Unione Europea.

I ricercatori ricostruiscono così un mosaico che in ognuna delle sette isole dell’Arcipelago toscano presenta tasselli diversi. Il volumetto prende in considerazione i molti endemismi delle isole toscane ed i nove habitat di maggior interesse conservazionistico dell’Arcipelago e fa una breve incursione nell’affascinante mondo delle orchidee Per ogni habitat descritto vengono riportate caratteristiche, localizzazione e le specie principali, il tutto illustrato con foto molto belle e chiare, in un linguaggio che unisce semplicità e rigore scientifico.

Un compendio delle biodiversità dell’Arcipelago toscano a volte sorprendente e solo sfiorato da un turismo di massa troppo spesso (o forse fortunatamente) ignaro di habitat tanto delicati e tanto essenziali per il mantenimento di una biodiversità sempre più fragile. Il secondo Quaderno, “Anfibi e rettili dell’Arcipelago toscano”, è forse ancora più sorprendente per la grande varietà di anfibi che riescono a sopravvivere in isole non certo ricche d’acqua.

I testi del volume sono di Sara Fornasiero e Marco A.L. Zuffidel Centro interdipartimentale dell’università di Pisa – museo di storia naturale e del territorio e raccontano di una lunga storia di migrazioni e di popolamenti dell’Arcipelago in tempi remoti, ma anche dell’importanza di questi fragili “indicatori ambientali” ai nostri giorni. Sfogliando le pagine si scopre che il raro Discoglosso sardo nell’Arcipelago solo al Giglio e Montecristo, mentre la rana verde il comunissimo la rospo ed il più raro rospo smeraldino si possono trovare solo all’Elba e che la smeraldina Raganellas tirrenica vive, oltre che in Sardegna, a Capraia e all’Elba.

E fra i sauri potrete rimanere sorpresi dalla presenza del Tarantolino, un piccolo geco di terra che vive solo in Sardegna e in alcune coste tirreniche e liguri, ma che ha il suo regno nelle isole toscane, oppure dalla luscengola, un sauro dalle zampe atrofizzate e che gli elbani credevano cieco e velenoso, dei gechi comune e verrucoso e della moltitudine di “sottospecie” di lucertole campestri e muraiole che cambiano livrea in ogni isola e scoglio, ma anche della misteriosa vipera di Montecristo che è la vipera meridionale italiana (Vipera hugyi) sconosciuta in tutto il centro-nord Italia, dove invece vive la vipera comune (Vipera aspis francisciredi) che nell’Arcipelago toscano è presente solo all’Elba.

Il volume contiene schede descrittive anche di raro colubro liscio e della natrice dal collare che nelle isole toscane vivono solo all’Elba, e dell’unico serpente che frequentata tutto l’Arcipelago è il biacco. Un compendio efficace che non solo svela una preziosa trama di esseri viventi, ma coglie l’occasione anche per smentire dicerie, miti e paure che circondano i rettili e gli anfibi.

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