[10/09/2007] Urbanistica

«Rispondiamo all´antipolitica mettendo in opera il nostro Pit»

FIRENZE. Da oggi inizia un lavoro impegnativo per la Regione con una rete informativa che coinvolgerà comuni, province, istituto nazionale di urbanistica e università. Il Pit (Piano di Indirizzo Territoriale) dopo l’approvazione inizia la sua fase di traduzione su scala regionale e locale. E’ la migliore risposta all’ondata di antipolitica che investe il nostro paese, non siamo istituzioni incivili contrapposte ad una società civile, qui in Toscana la politica non è su un altro pianeta, distante dagli interessi collettivi.
Insieme al Prs (Piano regionale di Sviluppo) il Pit rappresenta un punto qualificante di questa legislatura e detta le linee per il governo futuro del territorio toscano.

“Grazie al lavoro degli ultimi due anni la Toscana è entrata prepotentemente nel Villaggio Globale all’attenzione di media, politici, intellettuali, opinionisti, comitati, cittadini sul tema che per noi è una priorità di governo: la difesa del paesaggio e di un ambiente unici al mondo per la loro bellezza e integrità.

Purtroppo siamo incredibilmente divenuti, per alcuni osservatori e per pochi casi, il problema paesaggistico europeo per insediamenti urbanistici che tutti noi abbiamo considerato fuori scala o sbagliati. Monticchiello è un errore che oggi non si ripeterebbe e il varo del Pit è la chiave di chiusura del clima negativo creato da questi casi isolati, per noi contiene una vision, uno scenario di futuro sostenibile che ha pochi paragoni in Europa.

Il Pit è come quello straordinario affresco “l’allegoria del buono e del cattivo governo” della scuola di Ambrogio Lorenzetti: contiene una visione di buongoverno e tiene alta l’immagine brillante della Toscana.

Il Pit riduce le distanze tra cittadini e istituzioni, dà inizio ad una nuova generazione di strumenti di pianificazione che valorizzano la partecipazione dei cittadini, anche in forma organizzata, che possono chiedere l’attivazione di verifiche di coerenza rispetto ad un progetto edilizio. Anche per questi aspetti, è un importante segnale di innovazione lanciato all’Italia priva di una moderna legislazione per il governo del territorio. Le regioni virtuose come la Toscana soffrono più di altre la mancanza di un quadro legislativo nazionale di riferimento, di norme centrate sull’urbanistica di qualità, sul recupero, il rispetto del territorio, della bellezza del paesaggio che al NY Times o a Le Monde interesseranno sempre di più che non le periferie drammatiche e invivibili di Milano o Palermo.

* Erasmo D´Angelis è presidente della Commissione Ambiente e Territorio

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