[12/09/2007] Energia

Concentrazione solare, anche la Sardegna ci prova

LIVORNO. Un nuovo impianto di energia solare a Mores in Sardegna. Lo realizzerà la pubblica amministrazione con il benestare della Regione e del ministero dell’ambiente.
In un momento nel quale in Sardegna si registrano movimenti sul piano delle rinnovabili - come l’iniziativa fortemente voluta dal sindaco di Loceri che ha invitato i cittadini della nuova provincia di Ogliastra a sottoscrivere apposite richieste per la realizzazione degli impianti fotovoltaici - il comune di Mores tradurrà in pratica il primo progetto pilota per autoprodurre energia elettrica da conversione dei raggi solari.

La centrale con potenza d’azione superiore a 1 megawatt darà un totale di più di 2 milioni kw/h di energia nell’arco di un anno. Il comune della provincia di Sassari raggiungerà, così i suoi obiettivi, ossia rendere la comunità di Mores autosufficiente per i propri consumi elettrici, rappresentare un modello esemplificativo per lo sfruttamento dell’energia solare, rilanciare l’economia locale e recuperare aree degradate del territorio circostante, oltre, naturalmente combattere l’effetto serra e diminuire l’immissione di co2 in atmosfera.

Per non alterare le caratteristiche architettoniche del paese e per evitare l’istallazione causale di tanti pannelli sui tetti la scelta dell’amministrazione è stata quella di costruire una centrale solare di produzione di energia fuori dall’abitato. Nello specifico i 7.014 pannelli solari occuperanno una superficie di 9.700 metri quadri nella zona dell’ex cava di sabbia della Pertusa e l’altopiano di Su Monte che sovrasta il paese.

E con un investimento iniziale di 10 milioni di euro il comune prevede di poter ottenere entro il 2007 un ricavo finale derivato dalla vendita di energia elettrica pari a 16 milioni di euro. E si perché non solo l’impianto sarà in grado di coprire l’intero fabbisogno degli oltre 200abitanti, ma sarà, secondo i calcoli degli esperti, anche in grado di fornire energia in più da vendere ai vicini.

Ammesso che una centrale fotovoltaica istallata in una cava e lontana dalla città ( o in altre aree degradate) possa avere i sui aspetti positivi, rimane il fatto che non è detto che gli impianti a terra e concentrati siano il modello da seguire. Anzi, proprio nell’ottica di un necessario sviluppo dell’installazione di pannelli solari e fotovoltaici è al contrario auspicabile che prevalga la scelta di apporli su strutture già esistenti o da realizzare come i tetti delle città. Le gestione e lo sviluppo delle energie alternative pretendono un modello opposto ( e quindi decentrato, fino all´individualizzazione) a quello attuale basato sulla concentrazione di impianti.

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