[12/09/2007] Acqua

Un canale del 1300 (ancora in uso) per portare l´acqua a Lucca

LUCCA. L’amministrazione provinciale di Lucca sta rivolgendo la sua attenzione alla manutenzione e sistemazione del “condotto” pubblico di Lucca, opera storica realizzata nel 1376. Per ora sono stati attivati interventi che riguardano lo sfalcio dell’erba e della vegetazione dentro l’alveo del canale e a tratti la ripulitura delle sponde.

L’assessore alla difesa del suolo Silvano Simonetti insieme con il presidente del consiglio provinciale Giovanni Gemignani ed alcuni tecnici, hanno effettuato un sopralluogo lungo i 13,3 km del condotto che parte da Ponte a Moriano e arriva fino S. Concordio dove sfocia nel canale Piscilla, per verificare l’entità degli interventi svolti e per capire quali altre opere di sistemazione sono necessarie per la sicurezza e funzionalità del corso d’acqua.

«Gli interventi – ha dichiarato l’assessore Simonetti – consistono in una generale manutenzione del condotto sia dal punto di vista della regimazione idraulica, sia per quanto concerne la sicurezza. Si tratta di un impegno che manteniamo coi cittadini dopo l’annuncio dei lavori nei mesi scorsi e che porterà ad una parziale sistemazione del canale. Ma la verifica odierna ha messo in evidenza, vista anche la notevole lunghezza del corso d’acqua, la necessità di programmare numerosi e più radicali interventi per i quali la provincia, per una questione di competenze, ha bisogno della collaborazione fattiva degli altri enti».

«Occorre infatti - continua Simonetti- lavorare insieme con il comune di Lucca, anche con la collaborazione dei proprietari dei terreni, ad un progetto complessivo e radicale per una generale riqualificazione del condotto che è un patrimonio storico della città». Vista anche la necessità di recuperare i manufatti storici che si trovano lungo il tragitto (lavatoi, ponticelli, passerelle e parapetti), l’amministrazione provinciale ha annunciato che si impegnerà a ricercare nuove risorse economiche, anche attraverso misure di finanziamento della Ue, per poi procedere alla programmazione di interventi strutturali anche se prima c’è la necessità di rimuovere il materiale (fanghi soprattutto) depositato nel corso di decenni a causa degli scarichi presenti a monte.

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