Seeds a “Fare i conti con l’ambiente”. Il ruolo dei consumatori nella “produzione” dei rifiuti

[15 maggio 2015]

L’ottava edizione di Fare i conti con l’ambiente è ormai alle porte, e anche quest’anno Ravenna ospiterà uno dei più noti eventi italiani dedicati alla sostenibilità dello sviluppo. Nel programma ravennate abbondano meeting ed appuntamenti culturali di rilievo, molti dall’importante rilievo scientifico oltre che comunicativo. Tra questi spicca il workshop Rifiuti: comportamenti, gestione e valutazione economica, che unisce la professionalità dei ricercatori Arpa con quella di accademici aderenti al Centro di ricerca interuniversitario Sustainability, Environmental Economics and Dynamics Studies (Seeds), una realtà unica nel panorama della ricerca e divulgazione scientifica italiana ormai ben noto ai lettori di greenreport.

Il workshop propone un approccio al tema analizzando il ruolo dei consumatori (e anche quello dei turisti) come “produttori” di rifiuti. «Il costante aumento delle quantità di rifiuti prodotti costituisce una seria minaccia all’ambiente e alla salute umana. Le politiche in materia di rifiuti negli ultimi anni sono state orientate a modificare le modalità tradizionali di gestione, riducendo il conferimento in discarica, promuovendo pratiche di riciclo e riutilizzo dei prodotti giunti a fine vita e, soprattutto, stimolando la “prevenzione” nella produzione dei rifiuti. Lo sviluppo di pratiche nuove e virtuose di gestione dei rifiuti, tuttavia, è strettamente collegato alla modifica dei comportamenti dei consumatori, chiamati a compiere scelte consapevoli sia nel momento in cui decidono quali e quanti prodotti acquistare, sia quando devono smaltire i rifiuti generati».

Durante il worshop saranno diffusi i risultati di una nuova indagine campionaria sui comportamenti di gestione dei rifiuti delle famiglie italiane, che «permetteranno di evidenziare le motivazioni (monetarie e non) che possono indirizzare le scelte verdi degli individui». Inoltre, saranno presentati strumenti analitici strutturati per «ottenere informazioni utili e valutare le problematiche inerenti i rifiuti e altre “pressioni” ambientali anche nell’ottica di indirizzare le scelte dei decisori pubblici a livelli territoriali diversi». Un’occasione per la buona comunicazione ambientale, dunque, ma anche per fornire validi strumenti d’analisi a una politica attiva nella corretta gestione del ciclo intergrato dei rifiuti.