Biodigestore di Podere Rota: un impianto innovativo

[13 febbraio 2014]

Il progetto proposto a Terranuova Bracciolini prevede la costruzione di un impianto di digestione anaerobica con recupero energetico di biogas nell’area tecnologica di Podere Rota. L’impianto potrà trattare circa 30.000 t/anno di rifiuto organico (FORSU) proveniente dalla raccolta differenziata porta a porta e da cassonetto stradale nell’area aretina. La tipologia d’impianto progettata a Podere Rota permette di trasformare la frazione organica presente nei rifiuti selezionati in due prodotti: un materiale organico (digestato) che sarà raffinato per ottenere compost di qualità da utilizzare come ammendante agricolo, e un biogas (principalmente composto da metano e anidride carbonica) che può essere utilizzato come combustibile per produrre calore ed energia elettrica, a tutti gli effetti rinnovabile.

L’impianto lavora in condizioni di assenza di ossigeno e temperature maggiori di quelle ambiente (36÷38 °C), dove i batteri che vivono in queste condizioni (anaerobi e mesofili) degradano la sostanza organica; ciò che rimane dopo questa trasformazione ad opera dei batteri è il digestato e il biogas. Il biogas prodotto nella fase di digestione, dopo essere stato deumidificato e desolforato, potrà essere utilizzato per la produzione di energia termica (4.300.000 kWh/anno) ed energia elettrica (7.200.000 kWh/anno) capace di soddisfare il fabbisogno di 500 unità abitative. Il digestato, attraverso una tubazione interrata, sarà avviato all’impianto di compostaggio adiacente, e già operante, di TB SpA dove, dopo una serie di trattamenti, sarà trasformato in una frazione solida e una liquida. La frazione solida diventerà compost, mentre la frazione liquida, sempre tramite un sistema di tubazioni interrate, tornerà verso l’impianto per essere nuovamente riutilizzata nel processo. Quindi il biodigestore di Podere Rota permetterà il recupero di materiali sotto forme diverse che potranno essere destinati a diversi utilizzi ed è stato progettato per ridurre al massimo la possibilità che di generare spiacevoli odori. L’intero processo, infatti, avverrà all’interno di aree confinate e anche le aree di lavorazione dei capannoni destinati al ricevimento e pretrattamento dei rifiuti saranno mantenute in depressione da un idoneo sistema di aspirazione, che convoglierà l’aria verso un biofiltro per evitare contaminazioni dell’aria esterna da sostanze odorigene e polveri.