Precisazioni in merito alla vicenda del depuratore di Fucecchio

[20 settembre 2013]

In merito alla vicenda del depuratore di Fucecchio, per il quale l’indagine condotta dalla magistratura ha evidenziato comportamenti dolosi da parte del gestore, con falsificazioni di certificati di analisi e manomissioni di dispositivi utilizzati per l’autocampionamento delle acque di scarico del depuratore stesso, si reputa opportuno fornire alcune informazioni per avere un quadro il più possibile chiaro della questione e più in generale delle modalità di controllo dei depuratori.

  • L’attività di controllo sui depuratori, così come tutte le altre attività di controllo ambientale, sono svolte con le modalità stabilite dalle norme di settore e secondo le tecniche e le procedure consolidate nel tempo. Tali modalità di regola servono per individuare comportamenti scorretti da parte delle aziende/enti verificati. Talvolta, come in questo caso, comportamenti dolosi non sono immediatamente verificabilii, senza l’intervento di forze di polizia che possono svolgere attività di indagine con modalità e mezzi (ad esempio in questo caso la collocazione di telecamere nascoste) per attestare azioni fraudolente.
  • Il controllo della conformità degli scarichi da depuratori di acque reflue urbane è eseguito ai sensi della normativa vigente (D.Lgs 152/06 parte III) e viene effettuato (come prevede la norma) mediante collocazione di appositi campionatori automatici (sigillati). il campione sulle 24 ore previsto dalla legge, infatti, è un campione medio realizzato riunendo prelievi periodici nell’arco di 24 ore; lo scopo è di avere uno scarico rappresentativo di tutto l’arco della giornata, dal momento che nelle varie fasce orarie la natura dello scarico può essere diversa a seconda dei liquami in ingresso
  • Nel caso specifico gli autocampionatori (come ha accertato la Guardia di finanza) venivano manomessi senza danneggiare il sigillo apposto dall’Agenzia e senza lasciare alcun segno visibile della manomissione stessa.
  • A seguito degli esiti dell’indagine in questione, ARPAT ha definito immediatamente dopo, nuove procedure interne di qualità per cautelarsi maggiormente contro comportamenti di questo genere (consapevoli, tuttavia, che, come contro ogni azione criminale, non esistono modalità del tutto sicure per mettersi al riparo certo). In particolare è stato stabilito di “sigillare tutte le parti potenzialmente smontabili del vano di raccolta” dell’autocampionatore e di effettuare talvolta anche campionamenti diretti aggiuntivi (cioè da parte del personale ARPAT) agli scarichi – che non hanno valore ufficiale ai senso della normativa – ma che possono essere utili indicatori per individuare eventuali irregolarità o manomissioni.
  • Riguardo al canale Usciana, nel quale si riversa lo scarico del depuratore di Fucecchio, questo viene monitorato da ARPAT (in base al Piano di monitoraggio definito dalla Regione nei punti e con le frequenze e tipologie di parametri stabilite) in due punti (MAS 144 e 145 ), uno a valle del depuratore stesso. Entrambi i punti risultano di qualità “cattiva” (come il 7,7% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali in Toscana).
  • Sono stati anche rafforzati i controlli sui depuratori in tutta la Toscana. Nel corso del 2012 (vedi report già pubblicato ) sono stati controllati 208 depuratori di acque reflue urbane di potenzialità maggiore di 2000 AE abitanti equivalenti (+ 40 rispetto al 2011) corrispondenti complessivamente a circa 9 milioni di AE. Nel complesso dei 208 impianti controllati, 10 ricadono in Autorizzazione Ambientale Integrata (AIA). Riguardo alle irregolarità riscontrate, nel 2012 si registra un deciso incremento delle sanzioni. Le sanzioni amministrative sono state 92 (con un incremento di oltre il 60% rispetto al 2011). Le comunicazioni di reato sono state 14 nel corso di tutto l’anno 2012 (quasi triplicate rispetto al 2011).
    Nel 2012 sono stati sanzionati 49 impianti (24% del totale) corrispondenti a circa 5,9 milioni di abitanti equivalenti (66% del totale) in incremento rispetto al 2011 sia in termini numerici (+4%) che in termini volumetrici (AE) (+ 40% circa).
  • L’impianto di Ponte a Cappiano (Fucecchio) – che ha una potenzialità depurativa pari a 385.000 AE, era soggetto ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), pertanto, nel settembre 2012 è stato sottoposto ad ulteriori e più approfonditi controlli in riferimento a tale regime normativo.
    Nel corso del 2012 sono stati effettuati 22 campionamenti, di cui 13 sono risultati irregolari.Dieci di questi campioni irregolari risultano effettuati nel periodo antecedente al controllo eseguito dalla Guardia di Finanza. I parametri la cui concentrazione è risultata superiore ai limiti previsti, complessivamente diciassette, sono stati i seguenti: Domanda Chimica di Ossigeno (COD), Domanda Biologica di Ossigeno (BOD5), Alluminio (Al), Boro (B), Rame (Cu) e Ferro (Fe).
    Per tutte le violazioni riscontrate, relative sia alla AIA che ai controlli specifici, è stata data regolare informazione agli enti locali interessati ed alla magistratura (complessivamente 4 sanzioni amministrative e 5 notizie di reato).