Accordo di Parigi, Trump pronto a uscire. Gli ambientalisti Usa: «Un errore storico»

Sierra Club: «L’accordo di Parigi non sarà fatto deragliare dall'ignoranza di un solo uomo»

[1 giugno 2017]

A quanto pare Donald Trump ha preso la sua decisione di ritirarsi dall’Accordo di Parigi, “consigliato” da un piccolo gruppo di negazionisti climatici capeggiato dal direttore dell’Epa Scott Pruitt. Secondo quanto ha rivelato  Axios, ripreso da tutta la stampa Usa e internazionale, l’unica cosa ancora in discussione sarebbe se avviare un ritiro formale dall’Accordo di Parigi – che potrebbe richiedere 3 anni – o uscire direttamente dall’ United Nations climate change framework convention on climate change (Unfccc), cosa che richiederebbe un anno e che segnerebbe il completo isolamento degli Usa dalla comunità internazionale, visto che gli unici due Paesi che non sostengono l’Accordo di Parigi sono il Nicaragua “sandinista” e la Siria di Bashir al Assad, due Paesi che gli Usa considerano ostili.

Trump ha scritto su Twitter: «Annuncerò la mia decisione sull’Accordo di Parigi nei prossimi giorni. Make America grwat again», ma le associazioni ambientaliste Usa non pensano proprio che uscendo dall’Accordo di Parigi l’America tornerà grande.

Come ricorda la più forte e influente associazione ambientalista Usa, Sierra Club, «Nessun Paese può iniziare il processo di ritiro fino a tre anni dopo la sua entrata in vigore. L’Accordo [di Parigi], entrato in vigore il 4 novembre 2016, è stato approvato formalmente da oltre 145 nazioni, e decine di paesi – tra cui l’India, la Cina e l’Unione europea – hanno riaffermato il loro impegno. Un recente Yale Program on Climate Change Communication poll ha rilevato che quasi il 70% egli americani, inclusa una maggioranza in tutti i 50 Stati, sostengono la partecipazione degli Usa all’Accordo di Parigi.

Secondo Michael Brune,  direttore esecutivo di Sierra Club, «Donald Trump ha fatto un errore storico, tanto che i nostri nipoti, guardando indietro, si chiederanno con incredulo sgomento come un leader mondiale potesse essere così avulso dalla realtà e dalla morale. Trump ha abbandonato lo standard della leadership americana, ha voltato le spalle all’opinione pubblica e alle richieste del mercato e ha spudoratamente ignorato la sicurezza delle nostre famiglie, solo per lasciare che l’industria dei combustibili fossili guadagni qualche dollaro di profitti. Questa è una decisione che cedere a livello internazionale il ruolo dell’America a e nazioni come la Cina e l’India, che ne beneficeranno profumatamente aderendo al boom dell’economia dell’energia pulita ,mentre Trump cerca di portare il nostro Paese indietro nel XIX secolo. Ma il mondo deve sapere che l’azione statale e locale negli Usa si sta muovendo in avanti con forza anche di fronte a un errore storico di Trump. Per ogni decisione terribile che Trump prende, gli attivisti di base, le comunità in prima linea, i governi locali e le persone impegnate in tutto il Paese stanno lottando per assicurarsi che l’energia pulita continui a crescere a passi da gigante. Insieme ai nostri alleati, i membri e i supporter di Sierra Club hanno contribuito a mandare in pensione più di 250 centrali a carbone inquinanti e hanno assicurato più di 25 città americane siano già impegnati ad ottenere il 100% della loro energia da fonti pulite e rinnovabili entro il 2030. La nostra resistenza è sostenibile e servirà da contrappunto alle politiche pericolose di Trump ogni passo del cammino. Come i leader di tutto il mondo, non abbiamo intenzione di aspettare per il nostro negazionista climatico in capo giochi a nascondino. Dato che si vince a livello locale, i Paesi in tutto il mondo si stanno già portando avanti per soddisfare e superare i loro impegni sul clima. Non commettete errori: l’accordo di Parigi è stato adottato dopo decenni di difesa del clima da parte dei cittadini interessati di tutta l’America e di tutto il mondo, e certamente non sarà fatto deragliare dall’ignoranza di un solo uomo».

Commentando la probabile uscita degli Usa dall’Accordo di Parigi o addirittura dall’Unfccc, Rhea Suh, presidente del Natural resources defense council, ha detto che «Se fosse vero, questo è un errore spericolato e folle e i nostri bambini ne pagheranno il prezzo. L’accordo sul clima di Parigi è un trionfo della leadership americana. Si tratta di fare ciò che è meglio per la nostra gente in patria: stimolando l’innovazione di energia pulita e creando milioni di lavori ben retribuiti, proteggendo i nostri bambini e le comunità dall’inquinamento. E abbiamo ottenuto che tutto il mondo si unisca a noi. Trump vuole allontanarsi da questa vittoria americana, abbandonando la leadership Usa sul clima e l’energia pulita e rompendo la nostra promessa al resto del mondo. I leader stranieri se ne ricorderanno la prossima volta che avremo bisogno della loro cooperazione per ciò che è importante per noi. Questo non è mettere America first: è mettere i profitti dei combustibili fossili davanti all’interesse nazionale. Abbiamo il diritto di chiedere di meglio dal nostro presidente e di lottare per il futuro dei nostri figli».

Anche 350.org, riferendosi ad altre voci secondo le quali Trump chiederebbe “sconti” per gli Usa per restare nell’Accordo di Parigi, è convinta che «Questo è il momento per i veri leader di alzarsi in piedi e agire per affrontare la crisi climatica. Non possiamo risolverla con dichiarazioni vuote o con lo status quo. Le mezze misure sono un patto suicida. Il 2016 è stato l’anno più caldo e ha suonato forte la sveglia. Ma quello del 2017 è un allarme antincendio. Se l’economia più grande del mondo abbandona l’azione climatica, dovremo nuovamente riaffidarci, soprattutto, si capi di Stato che controllano il futuro dell’azione climatica internazionale. Non dobbiamo convincere Donald Trump a vincere questa battaglia. Infatti, è proprio il contrario: dobbiamo convincere chiunque non sia d’accordo con lui ad aumentare il lavoro per fermarlo».