Green Italia: «Scandalosa la disattenzione del governo»

Alluvione in Campania, Regione maglia nera per i piani di Protezione civile

Dalla Procura di Benevento dopo l’alluvione partono le indagini contro ignoti per inondazione colposa

[21 ottobre 2015]

condono alluvione

Nessun indagato, ma in Campania le indagini sono partite: la Procura della Repubblica di Benevento ha aperto un fascicolo contro ignoti per inondazione colposa, in riferimento ai danni che sono seguiti all’alluvione avvenuta tra il 14 e il 15 ottobre. Dietro di sé l’acqua e l’incuria hanno lasciato ancora una volta morte e distruzione, insieme a una città che dopo l’esondazione dei fiumi ha visto evacuare più di mille persone.

«Siamo vicini alle popolazioni della Campania che hanno subito danni e perdite in questi giorni di maltempo – dichiara oggi Carmine Maturo, membro dell’ufficio di presidenza di Green Italia – I cittadini e le aziende si stanno rimboccando le maniche per tornare alla normalità, ma è scandalosa la disattenzione del governo, e ben lontano dalle reali necessità il milione stanziato dalla Regione Campania. Ci sono centinaia di famiglie sfollate e aziende piccole e medie a rischio di chiusura – continua Maturo –  con migliaia di lavoratori, come hanno denunciato la Cgil e Coldiretti, che vedono il loro futuro affogato nel fango. Guardare sprofondare territori notoriamente a rischio e fare i conti con l’ennesima e drammatica contabilità dei danni provocati dai cambiamenti climatici è una situazione indegna di un Paese civile. Serve fare presto e bene, riconoscendo lo stato di emergenza per le zone colpite, ma anche dotando questo Paese di una strategia complessiva di adattamento ai cambiamenti climatici, sulla base della quale fare interventi di prevenzione per ridurre i rischi per la popolazione e le imprese».

Nel mentre la solidarietà dei cittadini italiani non si è fatta attendere, e anche dalle altre regioni si sono mobilitate consistenti azioni di supporto indirizzate verso la Campania: la Toscana, ad esempio, ha inviato ieri una colonna mobile composta da 35 volontari e 14 tra mezzi e macchine. Un supporto rilevante, ma che non può certo sostituirsi alla necessità di una politica nettamente migliore rivolta al territorio.

In Campania, come ha nuovamente ricordato Legambiente il giorno successivo al disastro, sono 504 i comuni in cui sono presenti zone ad elevata criticità idrogeologica, con un’estensione pari a oltre 2.598 kmq (cioè circa il 19% della superficie dell’intera regione), e oltre 500mila i cittadini campani sottoposti a rischio idrogeologico. Eppure, al contempo, la Campania risulta maglia nera in Italia per i piani di Protezione civile proprio sul rischio idrogeologico: a oggi solo il 39% dei comuni ha predisposto il piano.

«È fondamentale – spiega Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania –che tutti i comuni classificati a rischio si dotino di piani di protezione civile funzionali, informando e addestrando i cittadini sui comportamenti da tenere in caso di emergenza. Questo è l’unico modo per fronteggiare nell’immediato l’estrema diffusione della problematica del rischio idrogeologico e quindi per salvaguardare le vite umane esposte. A tal proposito ci aspettiamo che i sindaci campani siano pronti a gestire le emergenze idrogeologiche con gli strumenti di prevenzione di cui si sono dotati, piani di emergenza, strutture operative comunali, attività di informazione e addestramento delle comunità interessate dai problemi, in quanto beneficiari della programmazione di ben 15 milioni di euro di Fondi comunitari destinati allo scopo da parte della Regione Campania».