Dissalatore di Mola, incontro Asa – Legambiente Arcipelago Toscano

Proposte iniziative per mitigare l’impatto ambientale, paesaggistico ed energetico

[3 maggio 2017]

Il 28 aprile si è tenuto a Livorno un incontro tra Azienda Servizi Ambientale (ASA) e Legambiente Arcipelago Toscano, per discutere del progetto del dissalatore che – come prevede il Decreto 12 aprile 2017, n. 4515 della Giunta Regionale della Toscana (Direzione Ambiente ed Energia –  Settore Valutazione Impatto Ambientale) potrà essere realizzato nella Piana di Mola e che prevede la realizzazione di tre condotte sottomarine per il prelievo di acqua marina e scarico della salamoia di risulta nel Golfo  della Stella.

E’ evidente che la costruzione del dissalatore avrà impatti paesaggistici, energetici, ambientali e sulla biodiversità, in particolare per quanto riguarda l’estesa prateria di Posidonia oceanica  (anche se in regresso) presente nel mare di Lido di Capoliveri, sugli anfibi e sull’avifauna presenti nell’area a terra.

Per questo Legambiente, dopo aver analizzato un progetto che già tiene conto di questi aspetti, durante un incontro fattivo e franco, caratterizzatosi per disponibilità dell’ASA a confrontarsi con l’Associazione ambientalista, ha proposto ulteriori misure di mitigazione . che verranno illustrate dettagliatamente In un’iniziativa pubblica che si verrà organizzata da Asa –  che prevedono interventi per la salvaguardia di specie come il rospo smeraldino, la realizzazione di una casa delle rondini e dei pipistrelli,  una verifica della sussistenza delle anguille nei corsi d’acqua dell’area, misure di valorizzazione del corridoio ambientale delle Zone umide di Schiopparello-Le Prade e Mola.

Per quanto riguarda l’impatto paesaggistico, Legambiente ha chiesto ulteriori misure di mitigazione con schermature vegetali di siepi e specie arboree autoctone, che potrebbero consentire anche di ridurre ulteriormente il rumore dell’impianto.

Per  mitigare l’elevato consumo energetico del dissalatore è stato chiesto di incrementare l’utilizzo di energie rinnovabili.

Quanto alla gestione dello scarico della salamoia in mare, grazie alla metodologia utilizzata,  non sembrerebbe dare problemi, mentre per il “risarcimento” della posidonia interessata dalla realizzare delle 3 tubazioni di presa e scarico,  Legambiente ha proposto di utilizzare tecniche innovative ed efficaci come quelle testate da Enea nell’Area marina protetta delle Isole Egadi.