Inside Gaza: Oxfam: «L’intera popolazione e’ praticamente senz’acqua»

[31 luglio 2014]

Oltre venti giorni di bombardamenti  su Gaza e mentre continuano gli attacchi israeliani e il lancio di razzi da parte di Hamas (495 razzi intercettati dall’Iron Dome, e 96 quelli caduti in spazi aperti senza causare danni), l’emergenza umanitaria nella Striscia ha raggiunto proporzioni drammatiche. Lo dice l’Oxfam spiegando che secondo quanto riferito dai suoi 34 operatori a lavoro a Gaza, l’intera popolazione, circa 1,8 milioni di persone,  ha gravissime difficoltà di accesso ad acqua e servizi igienico-sanitari, soprattutto a causa della quasi  totale mancanza di elettricità per la popolazione. Cresce anche il numero degli sfollati: sono 240 mila le persone che nella Striscia hanno dovuto abbandonare le proprie case. Mentre quelle completamente distrutte o gravemente danneggiate adesso sono circa 750. Intanto i civili non hanno più da diverse settimane un posto sicuro dove rifugiarsi e  l’atroce conteggio dei bambini rimasti uccisi è arrivato a 243, mentre sono ormai 270 mila quelli che avendo subito un grave trauma hanno bisogno di assistenza psicologica.

Anche le scuole della Striscia non sono più in grado di garantire la sicurezza  dei civili, sono 133 quelle distrutte o gravemente danneggiate, mentre diversi operatori di Oxfam, che stanno lavorando in circostanze incredibilmente difficili e pericolose per fornire acqua e cibo a migliaia di famiglie, sono stati costretti negli ultimi giorni ad abbandonare le proprie abitazioni assieme ai propri cari. Così Itaf, operatrice di Oxfam, descrive quei momenti: «Quando i bombardamenti si sono intensificati, sono stata costretta ad abbandonare la mia casa con mio marito e mio figlio di due anni. Centinaia di persone stavano correndo per la strada… Ci siamo trovati intrappolati tra due blindati che hanno cominciato a spararci contro. Mio fratello è rimasto ferito così siamo dovuti tornare indietro. Ho visto una scena che non scorderò mai… Una bambina sotto le macerie di casa propria, ancora viva, che chiamava i suoi genitori. Non ho potuto fermarmi per aiutarla; ho immaginato che mio figlio fosse al suo posto. Fortunatamente in seguito ho sentito che è stata salvata e ora si trova in ospedale».

Intanto si fanno sempre più gravi anche le condizioni degli ospedali che stanno cercando di far fronte a continuo afflusso di feriti, oltre 7 mila ad oggi: 9 dei maggiori ospedali della Striscia sono rimasti colpiti dagli attacchi, mentre 3 di loro sono al momento chiusi e si contano 23 strutture sanitarie colpite. Sempre più drammatico poi il numero dei morti: dall’inizio del conflitto oltre 1.260 palestinesi hanno perso la vita, mentre fra gli israeliani si contano 56 vittime del conflitto, compresi 3 civili, e oltre 160 feriti.

«Oxfam sta intervenendo in una situazione sempre più drammatica, in cui i bisogni dei civili crescono di ora in ora ed è davvero difficile far fronte a tutte le emergenze. – spiega il responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia, Riccardo Sansone –   Al momento stiamo soccorrendo in totale circa 80.000 persone: fornendo acqua potabile a più di 58.000 persone che hanno abbandonato le loro case e hanno trovato rifugio dalle bombe in scuole, ospedali e altri edifici; portando a circa 5.000 persone assistenza sanitaria di emergenza e distribuendo buoni d’acquisto a circa 16 mila persone, per aiutarli a comprare generi di prima necessità. Abbiamo anche fornito pacchi alimentari ad oltre 1000 persone, ma sono 200 mila quelle che al momento hanno bisogno di assistenza alimentare. Il cessate il fuoco deve essere raggiunto senza ulteriori rinvii».

Per sostenere il lavoro di Oxfam a sostegno della popolazione di Gaza colpita dal conflitto:

http://donazioni.oxfamitalia.org/sostieni-oxfam-gaza.html