La Francia voterà contro il glifosato. E l’Italia?

Ripresi i negoziati europei, si decide entro ottobre del rinnovo per altri 10 anni

[1 settembre 2017]

Secondo le anticipazioni del ministro dell’ecologia francese,  Francois Hulot, il governo Macron  voterà all’Ue contro il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato, il più diffuso degli erbicidi, sospettato di provocare tumori e di cui è certificata la dannosità sulla salute umana e ambientale. La Commissione Europea dovrebbe prendere una decisione definitiva entro i primi giorni di ottobre e i negoziati sono ripresi il 30 agosto a Bruxelles. Quindi, presto si deciderà sulla vendita e l’utilizzo del pericoloso erbicida per i prossimi 10 anni.

Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione StopGlifosato, che riunisce 45 associazioni italiane, sottolinea che «Rispettando gli impegni a favore dell’ambiente espressi in campagna elettorale, Macron e il suo ministro dell’ecologia stanno prendendo una decisione a favore della salute umana. Alla fine di luglio abbiamo scritto una lettera appello ai ministri Martina e Lorenzin perché l’Italia si schieri contro il glifosato. Non abbiamo ancora ricevuto risposta. Chiediamo che il Governo italiano dica con chiarezza come intende schierarsi e ci auguriamo veramente che segua l’esempio di Macron e Hulot».

La Coalizione StopGlifosato  ricorda che «Entro settembre la Commissione Ue dovrà decidere se autorizzare senza restrizioni l’utilizzo di una sostanza chimica che l’Istituto internazionale di ricerca sul cancro (Iarc) ha bollato come ‘probabilmente cancerogeno per l’uomo”. A questo giudizio, le agenzie europee Efsa (sicurezza alimentare) e Echa (prodotti chimici) hanno opposto un parere di non cancerogenicità, pur riconoscendo la dannosità per l’uomo e gli ecosistemi provocati dall’utilizzo agricolo dell’erbicida. Queste conclusioni sono state messe in discussione non solo dalle associazioni ambientaliste e dei consumatori, ma da una parte del mondo scientifico, che contesta i metodi impiegati dalle due agenzie europee che hanno incluso gli studi delle aziende produttrici e consapevolmente ignorato ricerche indipendenti delle università».

La Mammuccini conclude: «Per un paese come l’Italia che fonda la sua produzione agricola e alimentare sulla qualità sarebbe un clamoroso autogol schierarsi a fianco delle multinazionali. La comunità scientifica è fortemente scettica sull’assoluzione del glifosato dal rischio di cancerogenicità. Oltre un milione e 300 mila cittadini europei hanno firmato l’Iniziativa di legge europea per bandire l’erbicida dai nostri campi e quindi dalle nostre tavole».