Amianto, in arrivo l’ecobonus al 65% per la rimozione e bonifica?

Ok della Camera all'ordine del giorno. Un impegno politico che dev’essere ora tradotto in pratica da governo e Parlamento

[1 dicembre 2014]

È un segnale molto importante il via libera dato alla Camera a un Ordine del giorno alla Legge di Stabilità di cui sono primo firmatario, sottoscritto da molti colleghi del Partito Democratico e di altre forze politiche, che chiede al Governo di estendere l’ecobonus al 65% anche agli interventi di rimozione e bonifica dell’amianto dagli edifici esistenti.

Quella dell’amianto, come ci ha drammaticamente ricordato la discussa sentenza della Cassazione sul caso Eternit, è una delle emergenze ambientali del Paese e proprio per questo la VIII Commissione Ambiente della Camera aveva evidenziato il tema degli incentivi fiscali per gli interventi di rimozione dell’amianto già nella sua relazione al Disegno di Legge di “Stabilità 2015” (AC2679bis). Come dimostrato ormai dagli anni Settanta del secolo scorso secolo, l’esposizione alle polveri di amianto rappresenta un grave pericolo per la salute, pericolo che mette a rischio innanzitutto gli ex lavoratori del settore, ma dal quale non sono esenti anche i tanti cittadini che entrano in contatto con l’asbesto. L’amianto può infatti provocare l’insorgere delle cosiddette patologie asbesto-correlate: mesotelioma pleurico, tumore al polmone, alla laringe, all’ovaio, e altro.

Già oggi in Italia sono 1.600 l’anno le vittime dell’amianto, ma la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente: vista la grande diffusione dei manufatti in amianto nel nostro Paese è atteso il picco di morti per mesotelioma pleurico nel 2025 e da qui ad allora si stimano almeno altre 25 mila vittime. Secondo le stime di Cnr, Ispesl e Legambiente, ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di amianto sparse per il territorio nazionale e sono 34.148 i siti ancora da bonificare tra edifici pubblici e privati, cave, reti idriche, ex siti industriali, da Casale Monferrato a Broni in provincia di Pavia, fino alla Isochimica di Avellino.

Di queste 32 milioni di tonnellate, nonostante la legge per la cessazione dell’uso dell’amianto – la numero 257 del 1992 – prescrivesse la bonifica di tutti siti inquinati, ne sono state rimosse e smaltite legalmente appena il 2%. Una percentuale davvero esigua che da la misura dell’urgenza di un intervento in questa direzione.

Considerando che la più efficace misura di bonifica e rimozione dell’amianto dagli edifici esistenti fu il cosiddetto “bonus eternit”, ovvero un maggiore incentivo per la sostituzione di tetti in amianto con pannelli fotovoltaici previsto dal vecchio Conto Energia fino al luglio del 2013 e grazie al quale sono stati rimossi circa 20 chilometri quadri di amianto, l’Odg da me presentato e accolto dal Governo chiede all’esecutivo di estendere il credito di imposta del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici anche agli interventi di bonifica e rimozione di manufatti in amianto, di includere nella platea dei beneficiari anche le imprese e di stabilizzare questa importante misura.

di Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente territorio e lavori pubblici della Camera