Amianto, il Brasile chiede maxi risarcimento a Eternit

[19 agosto 2013]

Il ministro del Lavoro del Brasile,  Manoel Dias, ha annunciato di aver presentato un’azione civile contro l’Eternit con la richiesta di un risarcimento per un miliardo di reales (circa 313 milioni di euro) per danno morale collettivo. Si tratta della maggiore quantità di denaro mai richiesta dal ministero per questo tipo di danno. I procuratori accusano la multinazionale di aver esposto all’amianto e contaminato centinaia di dipendenti dello stabilimento di Osasco e di non aver fornito loro assistenza medica. L’impianto, noto in Brasile come fabbrica della morte, ha funzionato per 50 anni ed è stata chiusa nel 1993.

Da questa vicenda, che somiglia a tutte quelle della produzione di amianto nel mondo, 17 anni fa è nata l’Associação Brasileira dos Expostos ao Amianto (Abrea), che si batte per i diritti delle vittime e cerca di ottenere indennizzi in tribunale.

La richiesta del ministero è giusta ma abbastanza contraddittoria per un governo che non ha ancora approvato il bando dell’amianto in Brasile, chiesto dall’Abrea sul modello della legge italiana e delle successive normative europee. In Brasile l’amianto è stato comunque vietato con leggi locali da alcuni Stati e grandi città, e diversi enti locali hanno già avviato iniziative di bonifica e smaltimento.

L’Abrea spera così che l’iniziativa intrapresa dal governo contro Eternit sia il preludio ad un bando totale della produzione e vendita dell’amianto in Brasile.