Abusi sulle spiagge elbane, i comuni non rinnovino le concessioni a chi non rispetta i patti

[22 agosto 2013]

L’estate che sta finendo all’Elba è stata segnata da una efficace opera di tutela delle coste e del mare da parte della Capitaneria di Porto di Portoferraio che ha scovato e sanzionato chi non rispetta le regole a danno della collettività, a cominciare dalle boe di attracco abusive e dai “Punti Blu” che invece di limitarsi ad affittare sdraio ed ombrelloni si trasformano in veri e propri stabilimenti balneari, che occupano tratti di spiaggia, anche nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, come a Galenzana, nel Comune di Campo nell’Elba.

Legambiente ha sempre ritenuto sbagliata la concessione di Punti Blu in spiagge selvagge ed appartate come Galenzana, Le Tombe-Rosselle, Fonza, Cotoncello o la privatizzazione strisciante o palese di piccoli arenili come Barabarca, a Capoliveri, dove negli anni passati abbiamo segnalato abusi e stranezze. Fortunatamente per alcune di queste aree il gioco non vale la candela e le gare indette dai Comuni vanno deserte, ma gli abusi scoperti dalle forze dell’ordine aumentano, invece di diminuire

E’ quindi molto importante la nota del sindaco campese, Vanno Segnini, che ribadisce che «Le normative e i limiti delle autorizzazioni debbano essere rispettate, non solo dai concessionari, ma da tutti i cittadini e gli imprenditori che operano nel nostro territorio. Il rispetto deve avvenire ricercando i necessari equilibri tra disponibilità e domanda senza rincorrere quest’ultima in spazi non consentiti. Queste mie osservazioni valgono ovviamente non solo per il mondo delle boe, ma anche per altre problematiche, dall’utilizzo degli arenili ai suoli pubblici, alle intensità sonore emesse e in genere in tutte quelle circostanze che senza rispetto delle regole possono trasformare una serena vacanza o una tranquilla convivenza in una sorta di “guerra” continua».

Giusti i controlli e le sanzioni, ma la preziosa attività della Capitaneria di Porto rischia di trasformarsi in un rito sanzionatorio da ripetere ogni anno e sulle stesse spiagge se a questo non si aggiunge una decisa presa di posizione da parte delle amministrazioni comunali a difesa delle spiagge libere. Legambiente chiede che a chi commette abusi, violando le norme sui Punti Blu o sugli stabilimenti balneari, venga tolta definitivamente la concessione e che i Comuni ed il Parco Nazionale si attivino, ricorrendo anche alle vie legali, contro chi occupa abusivamente la spiaggia pubblica e monetizza illecitamente il diritto dei cittadini ad accedere al mare ed alle coste che sono di tutti.