Con Agrocos l’Europa ricerca (e trova) sostituti naturali vegetali agli ingredienti sintetici

[11 settembre 2014]

L’Unione europea ha finanziato il progetto Agrocos che sta esplorando il mondo vegetale alla ricerca di sostituti naturali per gli ingredienti sintetici attualmente utilizzati nei cosmetici e nei prodotti chimici per l’agricoltura come insetticidi, fungicidi ed erbicidi. Il progetto Agrocos , che ha ottenuto  2,9 milioni di euro del 7° programma quadro per la ricerca e lo sviluppo, riunisce le imprese Korres, BASF e Bruker Biospin e 6 centri di ricerca e università di Francia, Grecia, Panama, Svizzera e Sudafrica.

Agrocos, analizzando le molecole esistenti in natura, «Vuole scoprire una nuova generazione di ingredienti naturali e spianare così la strada a prodotti innovativi che tengano conto delle preoccupazioni dei consumatori riguardo all’impatto degli ingredienti sintetici sulla salute e sull’ambiente», si legge in una nota dell’Ue che spiega anche che il progetto «Rientra nella strategia dell’Ue per evolvere verso una società che ricorra maggiormente alle risorse biologiche rinnovabili e sostenibili per soddisfare le esigenze dei consumatori e dell’industria». La ricerca di Agrocos si basa sulla “bioprospezione”, una tecnica di analisi delle specie per la ricerca di composti utili. Questo significa vagliare le molecole vegetali per identificare quelle che hanno proprietà adatte a cosmetici o pesticidi.

Agrocos si conclude proprio in questo mese e il suo bilancio è positivo: «I ricercatori hanno individuato 30 molecole promettenti che sono ora testate dai partner commerciali del consorzio: Korres, una società greca di cosmetici naturali, e la società tedesca BASF, uno dei maggiori fabbricanti di prodotti chimici a livello mondiale. Attualmente Korres sta testando cinque molecole con proprietà antiossidanti in combinazione con un filtro protettivo per raggi ultravioletti e altri composti per prevenire l’iperpigmentazione, comunemente nota come macchie cutanee. La società ha prodotto composti ed estratti standardizzati su scala pilota e prevede di lanciare una nuova linea di prodotti basata sulla ricerca Agrocos nei prossimi due anni».Agrocos ha inoltre creato un repertorio di 3.600 estratti bioattivi ottenuti da circa 1.800 specie vegetali. Questi dati saranno pubblicati in modo che altri ricercatori e imprese commerciali possano consultarli per ricercare molecole utili per l’industria. Bruker Biospin, un partner tedesco del progetto, sta studiando come commercializzare uno strumento per l’identificazione di composti naturali noti in estratti vegetali.

Leandros Skaltsounis dell’Università nazionale capodistriana di Atene, evidenzia: «Prevediamo che, entro la fine del progetto, saranno disponibili nuovi composti estratti dalle risorse offerte dalla biodiversità globale per essere utilizzati come nuovi ingredienti nei prodotti cosmetici. Nel settore dei prodotti agrochimici prevediamo che i composti promettenti costituiranno il punto di partenza per uno sviluppo più specializzato di agenti chimici per l’agricoltura».

Lena Korres, direttrice dello sviluppo del marchio societario, sottolinea che «Il progetto ha offerto a Korres la possibilità di accedere a una vasta gamma di conoscenze specializzate e ingredienti potenziali. Per noi si tratta di un’opportunità fantastica perché avremo a disposizione non solo ingredienti specifici, ma anche un vasto repertorio di ingredienti che illustra i benefici di ciascuno e il modo in cui potranno esserci utili nella cosmetica».

Intanto la multinazionale BASF sta sperimentando composti con proprietà insetticide, fungicide ed erbicide e ad grocos spiegano che «La crescente domanda di alimenti biologici ha creato una pressante necessità di pesticidi naturali che possano essere utilizzati su colture certificate come “biologiche”. Di norma, i sostituti naturali dei pesticidi sono inoltre meno tossici per l’uomo, il suolo e l’ambiente. In genere essi colpiscono solo i parassiti bersaglio e i relativi organismi, senza mettere a rischio altri animali e tendono a essere biodegradabili».

La commissaria Ue uscente per la ricerca, l’innovazione e la scienza, Máire Geoghegan-Quinn, conclude:«Agrocos è un esempio eccellente di come i finanziamenti UE possano ispirare una ricerca innovativa capace di stimolare la competitività, la crescita e l’occupazione in Europa, tutelando allo stesso tempo la salute delle persone e l’ambiente. Continueremo a investire in questo tipo di ricerca e innovazione nel quadro del nostro nuovo programma Orizzonte 2020».

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