Anche i topi fanno le serenate (e le femmine non sono per niente tradizionaliste)

[10 febbraio 2014]

Un team di ricercatori giapponesi ha pubblicato su Plos One lo studio “Developmental Social Environment Imprints Female Preference for Male Song in Mice” nel quale partono dalla constatazione che «l’imprinting sessuale è importante per il riconoscimento dei parenti e per promuovere “l’outbreeding” ed è stato una forza trainante per l’evoluzione, tuttavia, si sa poco riguardo all’imprinting sessuale da stimoli uditivi nei mammiferi».  Durante i corteggiamenti delle femmine, i topi maschi emettono vocalizzazioni ultrasoniche, non udibili dagli esseri umani,  una specie di serenata che possiede caratteristiche specifiche del ceppo familiare di cui fanno parte.

In questo studio multidisciplinare gli scienziati delle università di Azabu, Tokyo, del Kato Acoustics Consulting Office di Yokohama e della Tokyo University of Agriculture and Technology si sono chiesti se i topi di sesso femminile riconoscono e preferiscono caratteristiche specifiche nelle “canzoni” d’amore dei maschi. Per farlo hanno utilizzato test a duplice scelta per determinare la “serenata” preferita da due femmine chiamate C57BL/6 e BALB/c.  Hanno così scoperto che mostrano una preferenza innata per le canzoni dei maschi provenienti da ceppi familiari diversi dal loro. Inoltre, spiegano i ricercatori, la preferenza per la serenata «Viene regolata dallo stato riproduttivo femminile e dagli stimoli sessuali maschili come il feromone ESP1. Infine, abbiamo rivelato che questa preferenza viene invertita dal “cross-fostering” e scompare in condizioni paterne, indicando che il comportamento è appreso dall’esposizione al canto del padre».

Gli 8 ricercatori giapponesi dicono che «I nostri risultati suggeriscono che i topi di sesso femminile possono discriminare tra le caratteristiche delle canzoni maschili e preferisce le canzoni di topi da ceppi che sono diversi dai loro genitori, e che queste preferenze sono basate sulle loro prime esperienze sociali. Questo è il primo studio sui mammiferi che  dimostrare che i richiami maschili contribuiscono al riconoscimento dei parenti ed alla scelta del compagno da parte delle femmine, contribuendo così a evitare la consanguineità ed a facilitare l’eterozigosi nella prole».

Quindi le femmine tendono a respingere i maschi di topi che “canticchiano” le stesse serenate ultrasoniche del loro padre quando era giovane e probabilmente si tratta di un “trucco” evolutivo per evitare la consanguineità. I ricercatori hanno infatti scoperto che il tono e il ritmo  della “canzoni” dei topi maschi sono determinati dai loro geni e il team guidato da Takefumi Kikusui, della Companion Animal Research della School of Veterinary Medicine dell’università di Azabu University, cercando di capire quale fosse la “canzone d’amore” preferita dalle femmine tra quelle canticchiate da maschi con tratti genetici simili e diversi dai loro, ha scoperto che preferivano le canzoni ultrasoniche dei maschi con il background genetico differente.

Il team ha anche fatto un altro esperimento: ha cambiato il padre della femmina di topo subito dopo la sua nascita ed anche se i background genetici erano diversi, la femmina col padre scambiato ha nuovamente scelto di evitare i maschi che cantavano come il padre non biologico. Quando il padre è stato completamente tolto dalla scena familiare e la topolina è stata allevata da una madre single, non c’è stata  alcuna differenza nelle preferenza della femmina diventata fertile  per questo o quel tipo di “serenata”

In un’intervista all’Asahi Shimbun, Akari Asaba,  anche lui dell’università di Azabu, spiega che «Può essere che la   femmina eviti le  canzoni che ha già sentito da piccola quando il padre usava le stesse canzoni d’amore per attirare la madre». Mentre i ricercatori non sono ancora del tutto sicuri del perché le femmine dei topi non amino le serenate cantate nello stile paterno, la spiegazione più plausibile è quello che lo facciano per evitare la consanguineità, che indebolirebbe una specie così prolifica.

Gli scienziati giapponesi pensano che i risultati della ricerca potrebbero eventualmente essere applicati ad altri mammiferi le cui femmine diventano sessualmente attivi quando sentono i richiami amorosi dei maschi che non sono biologicamente legati a loro. Secondo Kikusui, «Potrebbe essere possibile propagare bestiame o specie minacciate che hanno difficoltà ad avere abbastanza prole esponendo gli animali ai richiami di particolari maschi».