Biodiversità da record, la Toscana sul podio nazionale per le piante autoctone

Con 3.370 specie censite, la flora vascolare della Toscana è seconda per numerosità solo a quella del Piemonte e si piazza ai primi posti dell’intero bacino del Mediterraneo

[7 marzo 2018]

Sulla rivista internazionale Plant Biosystems sono stati pubblicati i risultati di quasi 15 anni di studi, al termine dei quali è stato possibile rilevare che la flora vascolare autoctona d’Italia (ossia felci e affini, conifere e piante a fiore) conta oggi 8.195 specie e sottospecie, di cui 1.708 endemiche (cioè esclusive del territorio italiano) e 26 probabilmente estinte. Con questi numeri, l’Italia si colloca al primo posto in Europa e seconda solo alla Turchia per l’intero bacino del Mediterraneo, una delle aree a maggiore biodiversità nel mondo. E all’interno di questo scrigno di biodiversità, la Toscana brilla moltissimo.

Per quanto riguarda le regioni italiane, infatti, il maggior numero di piante autoctone è in Piemonte (3464) seguito da Toscana (3370) e Lombardia (3272). Non a caso Lorenzo Peruzzi dell’Università di Pisa è uno dei quattro ricercatori che hanno coordinato il lavoro a livello nazionale, insieme a Gabriele Galasso del Museo Civico di Storia Naturale di Milano e Fabrizio Bartolucci e Fabio Conti dell’Università di Camerino.

«Si è trattato di un lavoro corale realizzato grazie alla collaborazione di 51 ricercatori, italiani e stranieri, e durato quasi 15 anni – racconta Lorenzo Peruzzi (nella foto, ndr) – un’opera fondamentale per conoscere e tutelare la biodiversità dei territori e tuttavia realizzata senza finanziamenti specifici. Insieme a Brunello Pierini, un valente e appassionato botanico dilettante, insegnante di chimica in pensione, e a Francesco Roma-Marzio, dottorando in Biologia presso il nostro Ateneo ho curato la parte relativa alla flora Toscana, mentre con Giovanni Astuti, assegnista di ricerca del nostro dipartimento di Biologia ho trattato la tassonomia e distribuzione in Italia delle Lentibulariaceae, una famiglia di piante carnivore».

«Negli ultimi anni – spiega Peruzzi – le esplorazioni sul campo, la stesura di elenchi regionali e gli studi comparativi sulla flora italiana sono aumentati notevolmente e tuttavia, per numerose specie vi sono ancora significative lacune di conoscenza. Per questo motivo, l’inventario che abbiamo pubblicato servirà come base per ulteriori ricerche botaniche».