Come funziona la centrale a biodiesel di Capraia, l’isola con l’elettricità a zero CO2

[26 settembre 2014]

Capraia, il cui territorio è compreso al 70% nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e anche una delle “Isole Verdi” di Enel, visto che ospita la prima centrale in Italia alimentata con un combustibile alternativo a quelli di origine fossile. Il nuovo impianto, presentato a fine luglio, è composto da quattro generatori che al posto del gasolio utilizzano  biodiesel, un combustibile di natura vegetale ottenuto da olii derivati da colza, girasole, soia.

Antongiulio Bertoncini, responsabile dell’unità business di Piombino di Enel, spiega le particolarità della centrale a biodiesel e il suo processo di riammodernamento: «La centrale è stata completamente rinnovata rispetto a quella precedente, con un notevole incremento di potenza elettrica a parità di potenza termica. Ma è dal punto di vista ambientale che si ottengono i benefici maggiori: il biodiesel, a differenza del gasolio, non contiene zolfo o altri composti tipici dei derivati petroliferi. Il combustibile a biodiesel è caratterizzato da una percentuale di polveri estremamente bassa e la quantità di CO2emessa in atmosfera è complessivamente nulla. Nel processo che va dalla produzione all’utilizzo del biodiesel, infatti, la quantità di anidride carbonica assorbita dalle piante durante la crescita è pari a quella ceduta durante la combustione».

Il progetto, che ha visto impegnate le strutture Enel di produzione, ingegneria e ricerca, era già stato insignito nel 2008 del premio “Toscana ecoefficiente” come innovativo modello di produzione di elettricità a bassissimo impatto ambientale.

Bertoccini sottolinea che «I lavori sono iniziati nel 2007 con l’installazione del primo generatore, seguito dal secondo un anno dopo. Nel 2012 la centrale è stata completata con gli ultimi due generatori, per una potenza totale di 2.000 kW” prosegue Bertoncini. È stata poi costruita una nuova stazione elettrica per il collegamento della centrale alla rete dell’isola e sono state apportate modifiche in tutto il complesso: ad esempio, gli interruttori che prima erano in esafluoruro di zolfo, un gas ozono-lesivo, sono stati sostituiti con esemplari a camera di interruzione sotto vuoto».