Le creme solari producono composti potenzialmente tossici per la vita marina

Nel Mediterraneo finiscono così ogni giorno grandi quantità di nanoparticelle

[22 agosto 2014]

Uno studio di un team del  Consejo superior de investigaciones cientifica (Csic)  spagnolo ha analizzato gli effetti delle creme solari  sull’ambiente marino. La ricerca  “Sunscreens as a Source of Hydrogen Peroxide Production in Coastal Waters”, pubblicata su Environmental Science and Technology parte dal fatto che  l’Europa è la prima destinazione turistica al mondo, che le coste del Mediterraneo sono la meta preferita dei turisti e che la Spagna nel 2013 g ha segnato il record di viaggiatori stranieri con 60,6 milioni di turisti, il 5,6% in più che nel 2012.

Il ricercatore del Csic e dell’Instituto de Ciencias Marinas De Andalucía. Antonio Tovar,  spiega che «Le creme solari sono una soluzione efficiente di fronte ai danni che provoca la radiazione ultravioletta sulla pelle. Ma parte di questi cosmetici vengono liberati nel mare durante il bagno, fanno reazione con la radiazione ultravioletta della luce solare e producono un forte agente ossidante, il perossido di idrogeno, che risulta dannoso per le micro-alghe marine».,

Su  Environmental Science and Technology si legge: «In questo rapporto, abbiamo dimostrato che la fotoeccitazione di filtri UV inorganici (ad esempio, TiO2  e nanoparticelle di ZnO – ossido di zinco) sotto la radiazione solare produce notevoli quantità di perossido di idrogeno (H2O2), un forte agente ossidante che genera alti livelli di stress sul fitoplancton marino. I nostri risultati indicano che il contenuto di ossido delle  nanoparticelle inorganiche in 1 g di crema solare commerciale produce nell’acqua di mare livelli di H2O2 fino a 463 Nm/h, che colpiscono direttamente la crescita del fitoplancton».

Lo studio è stato condotto attraverso esperimenti di  laboratorio e direttamente nel mare di fronte ad una spiaggia del Mediterraneo. David Sánchez, ricercatore del Csic all’Instituto Mediterráneo de Estudios Avanzados evidenzia che «In base alle analisi chimiche realizzate, al consumo medio di creme solari per bagnante ed ai dati turistici locali, si stima, in maniera prudenziale,  che durante un giorno estivo in una spiaggia i Mallorca si possono sversare a mare 4 kg dei nanoparticelle  di biossido di titanio (TiO2) proveniente dalle creme. Come sottolinea il nostro lavoro, la liberazione di composti che si produce potrebbe avere importanti conseguenze ecologiche nelle zone costiere».

Lo studio  sottolinea  che è necessario mettere in atto sforzi coordinati tra l’industria cosmetica e gli scienziati «per ottenere un equilibrio che garantisca la salute e l’utilizzo sostenibile dell’ambiente».