Dal primo gennaio in Norvegia si cacciano i lupi. Il governo vuole abbatterne il 75%

Non attaccano il bestiame ma le alci e cacciatori e proprietari terrieri non sono contenti

[3 gennaio 2018]

Il ministro per il clima e dell’ambiente della Norvegia, Vidar Helgese, ha annunciato: «Ho deciso di permettere l’abbattimento di due branchi di lupi che vivono principalmente al di fuori della zona designata del lupo. Inoltre, è stata presa una nuova decisione riguardante l’abbattimento autorizzato di lupi al di fuori della zona del lupo nelle contee di Hedmark e Akershus. Questa decisione affronta la questione delle informazioni che erano state trovate carenti dal Tribunale distrettuale di Oslo nel suo giudizio del mese scorso». Infatti, il tribunale aveva interrotto l’abbattimento autorizzato di 12 lupi al di fuori della zona del lupo nelle regioni 4 e 5, ma il ministero del clima e dell’ambiente ha approvato una nuova delibera che conferma l’abbattimento dei 12 lupi ma questa volta assicura di aver ovviato alla mancanza di informazioni denunciata dal in merito alla prima decisione.

In un comunicato stampa il governo di centro-destra norvegese conferma che dal primo gennaio è consentito l’abbattimento dei branchi di lupi che vivono a a Julussa e Osdalen ed evidenzia che «Entrambi i branchi hanno i loro territori principalmente al di fuori della zona del lupo nella contea di Hedmark. Ciò è in linea con il principio della gestione geograficamente differenziata nelle zone designate principalmente per il pascolo del bestiame e la zona in cui il lupo ha la priorità. In questi branchi può essere abbattuto un totale di 16 lupi. Ciò significa che quest’inverno  l’abbattimento autorizzato in Norvegia  può includere fino a 42 lupi in totale».

Helgese dice di essersi attenuto alle indicazioni date dal Parlamento di Oslo sulla gestione geograficamente differenziata degli animali da pascolo e dei lupi e che «E’ nell’interesse pubblico prevalente che i lupi non debbano primariamente vivere al di fuori della zona del lupo». Gli ambientalisti ribattono che in realtà nei territori Osdalen e Julussa nessun capo di bestiame è stato mai minacciato o ucciso dai lupi che cacciano l’alce e che il vero problema non è  la difesa del bestiame: sono i proprietari dei terreni dei cacciatori che si lamentano perché la presenza dei lupi ha fatto diminuire la disponibilità di carne di alce e le entrate della caccia.

Il comitato regionale per la gestione dei carnivori aveva anche  autorizzato l’abbattimento di un altro branco di Slettås,  ma si tratta di un branco di lupi che vive in un’area transfrontaliera con la Svezia, mentre la parte norvegese del suo territorio è interamente all’interno della zona del lupo, quindi il ministero ha deciso di non consentire l’abbattimento del branco di Slettås per non subire le proteste della Svezia, Stato dell’Unione europea. Helgese ha ammesso che »Gli aspetti che sono stati presi in considerazione  per quanto riguarda il branco di Slettås non forniscono una base giuridica sufficiente per consentire l’abbattimento. Il Parlamento ha chiarito che la soglia per l’abbattimento dei lupi nella zona del lupo è molto alta».

Il ministero ha anche ricevuto consulenza aggiornata dall’Agenzia norvegese per l’ambiente, secondo la quale nel 2018 la Norvegia raggiungerà i suoi obiettivi per la popolazione di lupi, e una valutazione della possibilità che l’abbattimento minacci la sopravvivenza della popolazione di lupi.

L’autorizzazione ad uccidere i lupi  comprende 12 lupi al di fuori della zona del lupo nelle regioni di Oslo, Akershus, Hedmark e Østfold, altri 14 nel resto del Paese e 16 nella zona del lupo. Si tratta in tutto di 42 lupi e il Wwf Norge fa notare che sono il 42% della popolazione norvegese di questi carnivori e sostiene che l’abbattimento è illegale e per questo ha citato in giudizio il governo norvegese per la seconda volta in poche settimane. La nuova decisione della corte è prevista fra pochi giorni.

Ingrid Lomelde, direttrice politica del Wwf Norge, ha detto: «Vogliamo una revisione legale completa dell’intera gestione del lupo in Norvegia. Abbiamo anche chiesto che l’abbattimento iniziato il primo gennaio venga immediatamente interrotto. Come conseguenza, ora rischiamo di sparare a molti lupi. A nostro parere, questo abbattimento va contro la legge». Il Wwf Norge ha citato in giudizio lo Stato norvegese affermando che «L’attuale gestione del lupo va contro la costituzione, la legge sulla biodiversità e la Convenzione di Berna».

I lupi sono ritornati in Norvegia dopo essere stati cacciati e perseguitati fino all’estinzione nel XX secolo.

Naturerdebatt, una community norvegese su Facebook che si occupa di tematiche ambientali, denuncia che  «I politici locali e di nazionali norvegesi hanno dimostrato ancora una volta di essere del tutto incompetenti e bisognerebbe togliergli il potere di gestire i carnivori norvegesi. Non possiamo permettere questo. Oggi dovremmo saper bene cosa significa eradicare una specie autoctona dai nostri ecosistemi. Ora, solo i membri del Parlamento possono fermare tutto questo,  Se non lo faranno lo faranno i tribunali, perché’ la decisione è sarà già di fronte alla Corte questa settimana. Se la corte non fermerà la caccia, la decisione sarà impugnata. Nel frattempo la caccia va avanti. Il mondo deve sapere che il paese più ricco del mondo non può permettersi di avere dei lupi. Tra tutti i Paesi con i lupi in Europa, la Norvegia ha la densità di popolazione più bassa. La maggior parte degli habitat naturali sono adatti ai lupi, eppure ha una delle più piccole popolazioni di lupi a causa di un’orribile gestione politica».

In effetti la gestione del lupo in Norvegia è più da zoo che da grande Paese con enormi boschi e risorse naturali e faunistiche: in tutta la Norvegia i lupi non possono produrre più di tre cucciolate all’anno e questo nonostante l’80% dei norvegesi sostenga la protezione dei grandi carnivori. Attualmente la Norvegia ha così pochi lupi che è addirittura difficile mantenere questo bassissimo livello riproduttivo.

Naturerdebatt fa notare che »Uccidere i grandi carnivori e mantenere le loro popolazioni ad un livello minimo ha grandi conseguenze. I lupi hanno naturalmente un ruolo chiave negli ecosistemi, dato che regolano gli altri animali selvatici, come le più numerose popolazioni di alce e cervo nobile». Per mancanza di predatori naturali, il numero enorme di alci e cervo nobile minaccia il reclutamento di diverse specie di alberi, soprattutto a causa del sovra pascolo delle alci sulle piantine giovani. «La mancanza di carnivori porta ad un effetto domino di una portata sconosciuta negli ecosistemi (effetti trofici a cascata) – dicono gli ambientalisti – e questa è solo una delle molte conseguenze note e sconosciute provocate dagli  esseri umani che decidono di interferire pesantemente con la caccia ai principali predatori. Molti turisti vengono qui per sperimentare la nostra bellissima natura e i nostri negozi di souvenir vendono cartoline con foto dei nostri grandi carnivori. Quello che i turisti non sanno è che non ce ne sono rimasti più. Si trovano più lupi per abitante e territorio in quasi tutti gli altri Paesi europei con i lupi, nonostante in Norvegia abbiamo probabilmente i migliori habitat e locali per i lupi»,

In Norvegia il numero dei  grandi carnivori è mantenuto molto basso perché minacciano le pecore che pascolano in natura senza protezione ma soprattutto perché minacciano gli interessi dei cacciatori (riducendo la selvaggina e attaccando i loro cani) e, come in altri Paesi, perché la gente li teme. Secondo  Naturerdebatt «Queste affermazioni sono in parte vere, in parte irrazionali, e sono state adottate pochissime misure  per ridurre questi problemi con altri metodi che mantenere le popolazioni di carnivori a livelli molto bassi. Se negli altri Paesi si possono trovare più  lupi e altri carnivori, perche ‘ non noi non possiamo?».

Gli ambientalisti concludono: «Se riusciremo a fermare questa follia, potrete godervi l’idea che verso nord c’è ancora una natura incontaminata con i lupi che ululano alla luna, i cuccioli di orso che giocano tra gli alberi, le linci che dormono al sole e i ghiottoni che si godono la vista dalle cime delle nostre montagne. Ora, immaginate quanto sarebbe vuoto il mondo senza di loro».