Diversifood: filiere alimentari sostenibili e qualità per valorizzare le colture locali

Un progetto di Horizon 2020 con l’università di Pisa per la biodiversità agricola

[8 aprile 2015]

L’Università di Pisa partecipa alla sfida europea di Diversifood Embedding crop diversity and networking for local high quality food systems, un progetto quadriennale iniziato a febbraio e finanziato all’interno del programma Horizon 2020, che punta a far ritornare sulle nostre tavole i sapori perduti  ed a riscoprire cibi grazie a filiere alimentari sostenibili e di qualità che valorizzano la biodiversità.

Oltre all’università di Pisa, Diversifood coinvolge 20 partner di 12 Paesi. Il progetto, della durata di 4 anni, prevede sperimentazioni e analisi per una serie di prodotti dell’agricoltura e della selvicoltura, a livello di sistemi colturali, di azioni di marketing e di comunicazione e di studio delle loro cornici normative.

Gianluca Brunori, del dipartimento di scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’ateneo pisano, «I sistemi biologici sono generalmente più resilienti e produttivi se sono diversificati e adattati agli specifici contesti, tuttavia lo sviluppo delle pratiche agronomiche non è andato in tale direzione  e nel tempo si è verificata una diminuzione costante della quantità di diversità coltivata, a cui nemmeno gli sforzi di conservazione dei materiali genetici messi in atto negli ultimi decenni dalle banche del germoplasma sono riusciti a far fronte».

Fra i prodotti che Diversifood  vuole valorizzare ci sono il farro della Garfagnana o il “grano monococco”, che dal punto di vista nutrizionale si differenzia dal frumento tenero o da quello duro per l’alto contenuto proteico e per l’elevata quantità di carotenoidi, o quello “saraceno”, che in realtà non essendo un cereale è adatto per celiaci, oppure ancora l’amaranto, uno pseudocereale originario del centro America dai chicchi commestibili e solitamente consumato in modo simile ai cereali.

L’obiettivo di Diversifood è quello di «Portare a risultati concreti di diretta applicazione: nuove specie, varietà, popolazioni e relative tecniche di produzione, riproduzione e utilizzo, definizione di modelli organizzativi tra i vari attori delle filiere e studio di marchi e altri strumenti di qualificazione e promozione».