Ecomostro di Lacona: il Comune sospende i lavori e Legambiente chiede le dimissioni dell’assessore

[5 luglio 2013]

Il Comune di Capoliveri ha emesso un’ordinanza con la quale sospende il lavori in quello che è ormai diventato l’ecomostro di Lacona, il mega-sbancamento sul Colle delle vacche per realizzare tre costruzioni, denunciato nei giorni scorsi da Legambiente che aveva raccolto le segnalazioni di cittadini e turisti.

Nell’ordinanza il Comune conferma che «il cartello dei lavori, posto all’inizio del cantiere, è risultato illeggibile» e aggiunge che «all’interno del cantiere è stato rilevato che nel fabbricato I è presente una tamponatura precaria da dove si evince un piano seminterrato con una quota del piano di calpestio di metri -3,05 + 0,26 di solaio;  il piano seminterrato non è stato autorizzato; con la pratica S.C.I.A del 29.10.2012 venivano documentate le fondazioni con un vuoto di fondazione necessario ad un’altezza di metri – 2,40».

Il Comune quindi, visto che «gli interventi ricadono in zona sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 22 gennaio 2004 n.42 ed a vincolo idrogeologico», ordina «la sospensione dei lavori in premessa indicati, con la riserva dei provvedimenti di cui al capo II del D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42, capo II del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 e del Titolo VIII della L.R. 03 gennaio 2005 n. 1, con effetto dalla data di notificazione della presente ordinanza».

Legambiente Arcipelago Toscano, che per prima ha sollevato la vicenda che sta diventando una slavina politica, fa il punto con durezza della situazione: «Quello che dice oggi l’assessore all’ambiente del comune di Capoliveri (nonché capo dell’ufficio tecnico del Comune di Porto Azzurro e prima di Capoliveri) in un’intervista al Tirreno sulle villette in costruzione sul Colle delle Vacche a Lacona in cambio di un canile che non verrà mai costruito è  di una gravità inaudita: “C’è solo un problema con alcuni vani di fondazione che non sono stati riempiti: dopo un sopralluogo del Comune abbiamo deciso di presentare una domanda per ottenere il permesso a trasformarli in scantinati. Niente di serio”».

«Invece la cosa è molto seria – aggiunge Legambiente – perché un qualsiasi assessore all’ambiente di un qualsiasi Comune prima di fare una simile ammissione di irregolarità in un cantiere del quale è sia progettista che direttore dei lavori si sarebbe dovuto dimettere».

Secondo il Cigno Verde isolano, «anche l’intera ricostruzione della vicenda fa acqua da tutte le parti e, comunque la si metta il conflitto di interessi dell’assessore/ingegner Ridi è gigantesco e comincia dai suoi legami familiari  con il precedente assessore all’ambiente capoliverese che ha fortemente voluto l’operazione canile che si è rivelata una beffa al cemento per i cani, gli animalisti, gli ambientalisti e tutta l’Elba.  Che poi Ridi giunga a dire che il vero scandalo in questa vicenda è  “Che ai Comuni dell’Elba degli animali non importa nulla” è veramente paradossale, visto che l’Amministrazione della quale fa parte aveva promesso in campagna elettorale che avrebbe impedito la realizzazione del canile a Lacona».

Gli ambientalisti dicono che «anche la storia del cartello di cantiere intonso raccontata dall’Assessore/Ingegnere Ridi non regge: “Il cartello non mancava. Probabilmente le intemperie hanno scolorito le scritte a pennarello. Ho telefonato alla ditta i dati: mi immagino che avrà provveduto a rimediare”.

Il problema è che quando il proprietario della immobiliare Nicole, l’italo-belga-bretone Alain Croci che sta costruendo quell’obbrobrio a colle delle Vacche, ha telefonato a Umberto Mazzantini minacciandolo di denunciarlo per violazione di domicilio per aver scattato le foto dell’ecomostro (addivenendo poi a più miti consigli) ha detto che il vecchio cartello compilato gli sarebbe stato sequestrato durante un controllo della Guardia di Finanza (per quale motivo?) e che il nuovo cartello era stato poi magicamente cancellato da un solleone africano del quale nessuno ha avuto notizia all’Elba nella fresca metà di giugno».

Legambiente conclude: «Troppe cose non tornano in questa sempre più confusa vicenda e l’Assessore Ridi, se davvero vuol fare chiarezza, dovrebbe semplicemente tornare a fare l’Ingegnere, dovrebbe dimettersi e liberare la sua giunta da una presenza che da ingombrante sta diventando imbarazzante».