Filmata per la prima volta l’incredibile rana pescatrice “luminosa” di profondità (VIDEO)

Raggi bioluminescenti al posto delle pinne e un minuscolo maschio parassita

[26 marzo 2018]

Nelle profondità dell’Oceano Atlantico, a sud dell’Isola di São Jorge nelle Azzorre, i ricercatori si sono imbattuti in  un pesce dall’aspetto terrificante e nel  suo compagno minuscolo compagno parassita, alla deriva nella corrente per recuperare preziose energie nel loro ambiente buio e dove il cibo è scarso.

La coppia di rane pescatrici Caulophryne jordani, una specie mai vista prima viva da esseri umani, è stata filmata di recente dai ricercatori Kirsten e Joachim Jakobsen a bordo del LULA1000, un sommergibile gestito dalla Rebikoff-Niggeler Foundation, specializzata in scienze marine. La Rebikoff-Niggeler Foundation è una ONG per la scienza marina che promuove la ricerca e la documentazione degli ambienti di profondità, uno dei suoi principali obiettivi è quello di osservare gli animali di profondità nel loro ambiente naturale usando i sommergibili con equipaggio umano.

I Jakobsen spiegano che «Per circa 25 minuti, la femmina – una specie di rana pescatrice conosciuta come Fanfin Seadevil – è stata osservata galleggiare lentamente e con grazia, rotolando nella corrente, a testa in giù e a testa in su, attraverso l’acqua nera come la pece ad una profondità di circa 800». Il pesce tirava avanti e indietro i suoi lunghi raggi a forma di baffi, con punti luminosi che emanavano luce ad intervalli lungo la lunghezza di ciascuna appendice morbida nella quale si sono trasformate le spine che dovrebbero sostenere le pinne.  Ma gli scienziati hanno fatto un’altra eccezionale scoperta: hanno visto per la prima volta il minuscolo maschio che pendeva dalla pancia della grosso femmina.

Quello che per noi è una scena aliena ed affascinante, per Ted Pietsch, curatore del settore pesci  al Burke Museum of Natural History and Culture e maggiore esperto mondiale di rane pescatrici, che ha descritto e dato un nome a più di 70 “nuove” specie di questi pesci, il video è veramente sorprendente: «Questa è una cosa unica e mai vista prima. E’ meraviglioso aver aperto una finestra nitida su qualcosa che prima avevamo solo immaginato»

Le rane pescatrici d’alto mare, tra cui la Caulophryne jordani , si trovano in tutti gli oceani in tutto il mondo, eppure le circa 160 specie conosciute sono estremamente rare. Ad esempio, nelle collezioni museali di tutto il mondo ci sono solo 14 femmine della rana pescatrice immortalata nel video . I maschi della stessa specie non erano mai stati osservati prima. Nonostante la notevole crescita dell’esplorazione delle acque profonde avvenuta negli ultimi anni, lo spettacolare video che ripubblichiamo è solo il  terzo di  rane pescatrici di profondità, che vivono tra i 330 e i 5.000 metri a  attirano le loro prede nell’oscurità dell’oceano nero come l’inchiostro e, come le altre rane pescatrici, utilizzando “un’esca” posta sulla punta del muso, solo che la loro è bioluminescente. L’enorme bocca irta di denti e lo stomaco espandibile permettono loro di catturare e divorare prede più grandi di loro in un singolo e rapidissimo boccone.

I maschi della rana pescatrice d’alto mare sono molto più piccoli delle femmine: in alcuni casi le femmine possono essere 60 volte più lunghe e circa mezzo milione di volte più pesanti dei maschi. I maschi non hanno la “canna da pesca” ma la maggior parte di loro ha occhi grandi e ben sviluppati e narici enormi, che li aiutano a concentrarsi su uno specifico attrattore emesso dalle femmine. Una volta che un maschio trova una femmina, un compito apparentemente impossibile nell’immensità dell’oceano profondo, la afferra, le si attacca addosso e si alimenta con i nutrienti ricevuti attraverso il suo sangue. Il maschio diventa così un “parassita sessuale”, che per il resto della sua vita dipende dalla femmina ed è incapace di staccarsene, in cambio fertilizza le uova prodotte dalla femmina. Il maschio perde completamente la sua individualità e la coppia diventa un singolo organismo funzionante.

Pietsch sottolinea che «I video di questo tipo ci permettono di vedere come questi animali si comportano in natura, qualcosa di altrimenti impossibile. Come la maggior parte degli organismi di profondità, le rane pescatrici non possono vivere in condizioni di laboratorio. Molte sono già morte quando vengono portate in superficie, non solo a causa del cambiamento di pressione, ma anche per il forte aumento della temperatura rispetto al loro ambiente delle acque profonde.

Antje Boetius, un biologo oceanografo dell’Alfred Wegener Institute, che recentemente completato la sua 49esima spedizione in mare aperto, è davvero colpito: «Ho passato centinaia di ore a fissare le acque profonde, ma questo è uno dei video più sorprendenti che abbia mai visto fino ad oggi. Mostra brillantemente l’alterità della vita delle acque profonde e quanto sia importante osservare questi animali nel loro stesso regno, per comprenderne il comportamento e l’adattamento».

Il video degli Jakobsen mostra anche strutture corporee e comportamenti mai registrati prima in nessun pesce: «Ad esempio, quasi tutte le pinne dei pesci sono collegate da membrane che fanno muovere la pinna come una singola unità, ma quelle del Fanfin Seadevil si muovono indipendentemente: ciascuna è dotata del proprio set di muscoli che controllano il movimento e un nervo che corre per tutta la loro lunghezza»

Pietsch evidenzia: «Non si può fare a meno di pensare che questi raggi formano una rete di antenne sensoriali, una sorta di sfera tattile attorno al pesce – simile ai baffi del gatto – che funziona per monitorare la presenza di predatori o prede nelle vicinanze».

E anche i punti di luce, sparsi per tutta la lunghezza dei raggi sono qualcosa di mai visto prima in nessun pesce e molto probabilmente sono il risultato dell’evoluzione della bioluminescenza.

Pietsch ipotizza che questo “spettacolo di luci” possa avere un numero di funzioni diverse: «Può attirare la preda, o in alternativa dare ai predatori l’impressione di essere di fronte a un organismo molto più grande, troppo formidabile da  attaccare e troppo grande da ingoiare. O forse il pesce sta imitando una medusa, con i suoi tentacoli urticanti, ed evitando ulteriormente di essere mangiata».

Questo video della Rebikoff-Niggeler Foundation  è finora l’unico strumento attraverso il quale gli scienziati possono capire meglio come vivono questi animali di profondità e come interagiscono con altri organismi che li circondano.

Peter Bartsch, curatore della collezione di pesci del Museo di scienze naturali di Berlino, conclude: «Le collezioni sono importanti per il rilevamento di eventi, biogeografia, descrizione e morfologia delle specie, Ma, quando possibile, questi devono essere integrati da osservazioni dirette per comprendere la biologia, per verificare le ipotesi sulle funzioni, i potenziali ruoli biologici di sistemi di organi e l’ecologia delle specie».

Videogallery

  • First footage of deep-sea anglerfish pair