In Friuli motocross sui prati stabili protetti dalla legge regionale e dalla Direttiva Ue

Legambiente Gorizia: è tempo di dire basta a questi scempi a ridosso dell’Isonzo

[28 marzo 2018]

I prati stabili sono formazioni erbacee costituite da un numero elevato di specie vegetali spontanee, che non hanno mai subito il dissodamento e vengono mantenute solo con operazioni di sfalcio e in Friuli Venezia Giulia sono tutelati dalla legge regionale 9/2005, e sono censiti in un apposito inventario. Legambiente Gorizia sottolinea che «Questi piccoli ecosistemi – un tempo elemento comune del paesaggio della pianura friulana – sono oggi ritenuti molto importanti per diversi motivi, in particolare perché in un contesto di agricoltura intensiva che occupa parte consistente della pianura, questi prati sono serbatoi di biodiversità vegetale (ospitando  endemismi), ed anche animale. E non a caso la Direttiva Habitat comprende molte tipologie di prato stabile e tutela inoltre varie specie vegetali ed animali in essi presenti».

Ma nonostante la legge regionale e la Direttiva europea che li proteggono, molti dei prati stabili sono presi d’assalto da praticanti di motocross/enduro che con il continuo passaggio delle moto li stanno denaturando.  Il Cigno Verde di Gorizia denuncia: «Le ruote “dentate” rimuovono il cotico erboso e la poca terra sottostante, essendo lo strato organico poco profondo. Come si può osservare dai rilievi satellitari, così come a terra, vi sono grandi circuiti a forma di “o” e ad “8”, e i danni sono pressoché definitivi, e aprono la porta all’arrivo di altre specie estranee, come quelle ruderali. Cosa grave è che questi fatti si verificano anche in presenza di espliciti cartelli indicanti la proprietà privata».

Legambiente Gorizia ha segnalato alla Forestale ed alle altre autorità a più riprese, ma ora dice che «E’ tempo di dire basta a questi scempi per altro a ridosso del fiume Isonzo (altra zona frequentata!) il quale è stato appena inserito nella rete ecologica regionale».