Gli attacchi sonici cubani contro l’ambasciata Usa erano grilli (VIDEO)

La nostra limitata conoscenza dei richiami degli animali ci fa sembrare una novità quel che è normale

[11 Gennaio 2019]

Nel 2016 i diplomatici Usa all’Avana avevano iniziato a sentire nelle loro abitazioni un rumore acuto, assordante e persistente che era durato fino a fine agosto 2017 e  nessuno riusciva a capire da dove provenisse. Un mistero che si  trasformò presto in incidente internazionale. Secondo un team dell’università della Pennsylvania che ha esaminato 21 diplomatici,  tutti accusavano capogiri, insonnia, perdita dell’udito e altri sintomi preoccupanti e avevano subito danni neurologici.

Ma è stato solo nell’ottobre 2017 chi giornali di tutto il mondo si occuparono del misterioso attacco sonico che il governo comunista cubano avrebbe sferrato contro funzionari statunitensi di stanza all’Avana. A denunciarlo, anche se l’FBI diceva di non avere prove al riguardo, era stato il presidente Usa Donald Trump che disse di essere certo che dietro danni neurologici subiti da 22 diplomatici statunitensi ci fosse il governo dell’allora presidente cubano Raul Castro e che il suo predecessore Barack Obama fosse colpevole di aver riaperto una delegazione diplomatica all’Avana, mettendo in pericolo i diplomatici. Durante una conferenza stampa Trump disse ai giornalisti: «E’ un attacco molto insolito, come sapete. Ma credo che Cuba sia responsabile». Lo staff di Trump accusò i cubani di utilizzare un’arma sonora, oppure che lo strano rumore fosse il risultato di un attacco con microonde o di un’apparecchiatura per intercettazioni malfunzionante

Fino ad allora il Dipartimento di Stato Usa era stato molto più prudente e , come aveva fatto notare Ben Rhodes, consigliere di politica estera di Obama e u no dei protagonisti del riavvicinamento Usa – Cuba, «Aveva fatto di tutto per dire che non sanno chi è dietro questo attacco».

Ma l’Amministrazione Trump sottolinea lo stretto controllo di Cuba sulla sicurezza a L’Avana e sugli americani e che quindi Cuba ne sapeva molto di più di quanto voleva far credere sull’attacco sonico. L’allora capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly, arrivò a dire: «Crediamo che il governo cubano potrebbe fermare gli attacchi ai nostri diplomatici».

Ma quando il biologo Alexander Stubbs, del Museum of vertebrate zoology dell’università della California – Berkeley ha ascoltato una registrazione dell’attacco sonico messa in linea dall’Associated Press, non ha sentito qualcosa di meccanico ma di biologico e si è reso conto che quel rumore somigliava molto a quello che aveva sentito fare a degli insetti durante le sue ricerche sul campo nei Caraibi. Poi, Stubbs e Fernando Montealegre-Z, un esperto di acustica entomologica della School of life sciences dell’università di Lincoln, hanno setacciato un database online dei richiami degli insetti scoprendo che, hanno scoperto che l’Anurogryllus celerinictus, un grillo delle indie dalla coda corta,  ha un richiamo che è identico a quello del presunto attacco sonico comunista cubano.

Anche il governo cubano aveva puntato il dito contro i grilli, ma aveva incolpato la specie sbagliata il grillo dei campi della Jamaica (Gryllus assimilis), che ha un richiamo molto diverso, anche per un non entomologo.

Ora i due ricercatori statunitensi spiegano tutto nello studio “Recording of “sonic attacks” on U.S. diplomats in Cuba spectrally matches 3 the echoing call of a Caribbean cricket” e spiegano che il canto del grillo delle Indie dalla coda corta è molto più rumoroso di quello dei campi della Jamaica e che, come il presunto attacco sonico, ha una frequenza di 7 kilohertz, all’incirca un’ottava sopra le note più alte di un pianoforte, ed entrambi consistono in impulsi che si ripetono 180 volte al secondo, con ogni impulso formato da 30 oscillazioni, che calano leggermente di tono mentre il canto finisce.

Una sola cosa non corrispondeva: nella registrazione dell’AP gli impulsi più irregolari e variabili di quelli della maggior parte dei grilli, ma secondo Stubbs questo è dovuto al fatto che «Il richiamo del grillo probabilmente riecheggiava dalle superfici di uno spazio interno, creando diversi flussi sonori che interferivano l’uno con l’altro». Quando ha fatto risuonare un richiamo registrato all’interno di casa, il risultato corrispondeva ancora di più al rumore dell’attacco sonico cubano.

Il comportamento del grillo potrebbe anche aiutare a spiegare un altro dettaglio del mistero cubano: diversi diplomatici statunitensi hanno detto che quando entravano in una stanza o si spostavano il suono fastidioso si interrompeva bruscamente, per Stubbs e Montealegre-Z questo è «coerente con un insetto che cessa il suo richiamo quando è minacciato».

Certo, i diplomatici Usa avrebbero potuto essere attaccati in qualche altro modo, o i loro sintomi potrebbero essere il risultato di una malattia psicosomatica di massa. Anche in Cina dei diplomatici stranieri hanno accusato malesseri dopo aver sentito suoni misteriosi e ancora inspiegabili. Ma per ora sembra propri che a Cuba non ci sia stato nessun attacco sonico e che i colpevoli siano dei grilli. Magari grilli castristi, ma sempre insetti.  E pensare he proprio uno dei diplomatici s colpiti ci era andato subito vicino: aveva dato la colpa alle cicale. Ma Stubbs e Montealegre-Z fanno notare che le cicale non cantano così: «E’ un suono troppo meccanico. Ma il grillo delle Indie coda corta delle Indie non è un insetto canoro. Ha il più alto tasso di ripetizione degli impulsi di qualsiasi grillo dei Caraibi o del Nord America. Se lo ascolti sembra abbastanza meccanico!»

Trump e il suo staff di paranoici naturalmente tacciono ma, come scrive Ed Yong su The Atlantic,  la storia del grillo cubano  ricorda una saga molto simile: il ronzio di Sausalito. «Già negli anni ’80, proprio di fronte alla baia di San Francisco, la gente di Sausalito era tenuta sveglia da un forte ronzio, che rimbombava tra le mura delle loro costose case galleggianti. Alcuni pensavano che fossero gli effluenti pompati in un tubo di scarico. Altri hanno accusavano un cavo recentemente installato da una compagnia elettrica. Oppure, altri sospettavano sottomarini russi». Ma alla fine  John McCosker della California Academy of Sciences dimostrò che l’insopportabile ronzio era il richiamo d’amore del pesce cadetto Porichthys notatus, un pesce rospo che raggiunge i 25 cm di lunghezza e che attrae le femmine facendo vibrare la loro vescica natatoria e producendo così un suono che somiglia a quello di una sirena. Quando i maschi cantano in massa il loro richiamo insopportabile per gli uomini ma bellissimo per le femmine Porichthys notatus può essere sentito anche a terra.

Come fa notare Young, «Questi rumori suonano strani, innaturali e persino meccanici perché la maggior parte di noi non ha assolutamente idea di come siano i suoni emessi dalla maggior parte degli animali» e fa l’esempio delle linci che a volte sembrano «streghe ubriache. Immaginate di sentirle nel cuore della notte. Oppure un opossum dalla coda a spazzola (tricosuro volpino – Trichosurus vulpecula, ndr) spazzolato, che fa un suono come quello di un macinino. Oppure i pulcinella di mare che sembrano motoseghe. I ghepardi cinguettano, i koala e gli alligatori urlano, i barbagianni fanno stridi empi, le pernici bianche sembrano personaggi dei cartoni animati. La nostra non familiarità con questi richiami è un vantaggio per i registi, che possono fondere gli stili vocali di creature reali nei richiami di quelle immaginarie. Per rendere i fischi e i raspamenti dei Velociraptor in Jurassic Park, tecnici del suono hanno mescolato tra loro quelli di gru, oche, i delfini (che è l’urlo), trichechi, e … ehm … di tartarughe che fanno sesso».

E anche il mare e i pesci sono tutt’altro che muti e silenziosi.

La nostra idea dei rumori degli animali sono l’abbaiare di un cane, il miagolio di un gatto o il cinguettio degli uccelli e Young conclude: «Finché la nostra concezione dei rumori naturali si basa solo su questo piccolo frammento di specie, dei rumori animali perfettamente normali per noi  continueranno a suonare come novità, anche se non sono poi così misteriosi». Bisognerebbe spiegarlo anche a Donald Trump: quelli di Cuba erano grilli, non i comunisti castristi.

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