Guardiacaccia scozzesi contro bracconieri, la battaglia per le perle d’acqua dolce

“Perle in Peril”, un progetto per prevenire la raccolta illegale di mitili in 21 fiumi

[2 agosto 2013]

La Scottish gamekeepers association (Sga), che riunisce i guardiacaccia scozzesi, ha siglato un accordo con la National Wildlife Crime Unit (Nwcu) per costruire un’intelligence per combattere la pesca illegale di mitili di acqua dolce Margaritifera margaretifera, che sono protetti dal Wildlife and Countryside Act, bivalvi che si trovano spesso nel letto dei fiumi che risalgono i salmoni, dove possono vivere fino a 80 anni.  Due anni fa questi ormai rari bivalvi sono stati inseriti nella lista delle 365 specie più minacciate del mondo, insieme ai panda giganti ed ai rinoceronti di Giava

La Nwcu ha anche chiesto la collaborazione dei membri della Scottish Land and Estates e dell’Association of Salmon Fishery Boards.

I mitili vivono e si riproducono in 72 fiumi scozzesi ed alcuni di questi corsi d’acqua rappresentano i siti più importanti per la sopravvivenza di questi molluschi. Purtroppo, la loro popolazione è ormai in pericolo, in gran parte a causa dei pescatori di perle che li raccolgono sperando di trovare dentro i bivalvi le preziose perle bianche per le quali sono famosi.

Anche l’inquinamento fa la sua parte: a marzo i dirigenti della  A & Construction si sono beccati una multa da 11.000 sterline per aver causato un danno irreversibile a centinaia di mitili da perle nel fiume Lyon durante i lavori per realizzare l’Inverinian Hydro Scheme.

I guardiacaccia scozzesi lavorano spesso lungo i fiumi più remoti dove vivono i  mitili e la Nwcu ha concordato con loro linee guida per incoraggiare le segnalazioni riservate di attività sospette riconducibili al bracconaggio come il persistente campeggio selvaggio accanto a fiumi contenenti mitili, veicoli ed individui sospetti che controllano gli habitat dei Margaritifera margaretifera anche con secchi col fondo di vetro per esaminare il letto del fiume

L’altro indizio sono i mucchi di conchiglie scartati, anche se ormai i bracconieri più organizzati non lasciano tracce lungo le rive dei fiume

Charlie Everitt, in investigatore della Nwcu, spiega:  «Ci rendiamo conto che l’unico modo in cui possiamo cominciare a identificare i pescatori illegali  di perle è con l’aiuto dei lavoratori rurali e la Nwcu è molto grata alla Scottish Gamekeepers Association per il sostegno dato dall’associazione e per l’assistenza dei loro membri. La pesca delle perle può avvenire in alcune delle zone più remote della Scozia e l’unico modo in cui la polizia può saperlo è se i lavoratori pubblici in quei luoghi la informano. È per questo che ci rivolgiamo ai ghillies ed ai guardiacaccia che lavorano nei territori intorno ai fiumi che ospitano le cozze da perle di acqua dolce perché contattino la National Wildlife Crime Unit se vedono qualsiasi attività sospetta, per quanto piccola o insignificante, che possa essere correlata alla pesca illegale delle perle».

L’accordo tra guardiacaccia scozzesi ed Nwcu è l’ultima per cercare di dare una maggiore protezione.ai mitili da perle, l’altra è “Perle in Peril” un grande progetto per salvaguardare il futuro della specie finanziato  in parte attraverso il programma Life Natura dell’Unione europea e da 15  associazioni di tutta la Gran Bretagna.  “Perle in Peril”  prevede un sistema di sorveglianza dei fiumi in tutta la Scozia che coinvolge Rivers and Fisheries Trusts Scotland e River Ness and Beauly Fisheries Trust.

Il progetto Life, iniziato nel 2012, si concluderà nel 2016 e prevede azioni per «Salvaguardare importanti popolazioni di mitili da perla diacqua dolce perla di (Margaritifera margaritifera). IN 4 anni il progetto dovrà mettere in atto una vasta gamma di misure di conservazione nei principali sistemi fluviali: Ripristinare l’habitat di acqua dolce dei mitili da perla e dei  salmonidi (salmone e trota); Garantire la sopravvivenza a lungo termine delle popolazioni esistenti di cozze da perla di acqua; Conunicare con l’opinione pubblica locale, nazionale e internazionale per aumentare la consapevolezza sui problemi di salvaguardi dei molluschi d’acqua dolce.

Il sito del progetto assicura che «Sanno utilizzati i metodi e le  pratiche per garantire le popolazioni di cozze da perle di  acqua dolce» e ne cita alcuni: Riprstinare e migliorare habitat ripariale piantando alberi nativi ed argini schermo; Pearls In The Classroom,  un programma educativo per sensibilizzare i bambini sulla salvaguardia de mitili da perle; Ridurre l’inquinamento da reflui e creazione di fasce tampone e di zone umide; Utilizzare il “riverwatch scheme” per ridurre il rischio di bracconaggio; Rapporto tra giovani salmonidi e larve di  Margaritifera margaretifera; Controllo della qualità delle acque e ripristino dell’habitat nei corsi d’acqua che ospitano popolazioni di mitili da perle e salmonidi.

In tutto “Perle in Peril” si sviluppa su 21 corsi d’acqua, tutti siti Natura 2000 designati come Zone speciali di conservazione (Zsc), 19 sono fiumi scozzesi (Dee, South Esk, Spey, Evelix, Naver, Borgie, Oykel, Fionaven, Abhainn Clais an Eas, Allt a’Mhuilinn, Ardvar & Loch a’Mhuilinn Woodlands, Inverpolly, Moidart, Kerry, Glen Beasdale, Ardnamurchan Burns, Rannoch Moor, North Harris, Moriston and Mingarry Burn on Mull), uno inglese (l’Ehen nella Cumbria) ed uno gallese (l’Afon Eden nella Snowdonia).