I leopardi indiani a cena preferiscono cani e gatti

[15 settembre 2014]

Scordatevi tutte le zuccherose foto e gli edificanti video sull’amicizia tra felini e cani che circolano su Facebook facendo record di “mi piace”: quella raccontata da un nuovo studio condotto dalla Wildlife Conservation Society e pubblicato su Oryx,  è la feroce realtà della natura vera, quella dove i leopardi si aggirano di notte alla ricerca di prede intorno ai villaggi umani che stanno sempre più invadendo il loro habitat. La sorpresa è che non è il bestiame il principale ingrediente del menù di questi grandi felini, ma il loro cibo preferito sono i migliori amici dell’uomo.

Lo studio, che ha esaminato campioni di feci di leopardi nel distretto di Ahmednagar, nello Stato indiano del Maharashtra, ha scoperto che ben l’83% della loro dieta è costituita da animali domestici e tra questi i cani rappresentano ben il 39%, seguiti dai gatti al 15%. Gli animali selvatici, compresi roditori, scimmie, e manguste, e uccelli, rappresentano solo il 17% della dieta dei leopardi indiani del Maharashtra.

Invece il bestiame, pur essendo più abbondante, costituisce una parte  relativamente piccola della dieta del leopardo. I ricercatori della Wildlife Conservation Society  fanno notare che «Le capre domestiche, per esempio, sono sette volte più comuni di cani in questo territorio, ma costituiscono solo l’11% delle prede del leopardo. Il team che ha redatto lo studio, di cui fanno parte anche ricercatori del Norwegian Institute for Nature Research  e dell’Ashoka Trust for Research in Ecology and the Environment spiegano: «Questo è perché le capre sono meno accessibili e di notte vengono spesso messe nei  recinti, mentre ai cani viene in gran parte permesso di vagare liberamente. Anche mucche, pecore e maiali vengono mangiati, ma collettivamente costituiscono  meno del 20% del cibo del leopardo. La maggior parte dei bovini domestici in questa regione sono troppo grandi per essere predati dai leopardi. La selezione di cani domestici come preda significa che l’impatto economico della predazione dei leopardi sul prezioso bestiame è inferiore al previsto».

Quindi i conflitti uomo-leopardo, che hanno portato all’uccisione di diversi di questi grandi felini, sembra più legata alla paura dei leopardi che si aggirano in cerca di cibo intorno ai villaggi ed al valore sentimentale dei cani come animali da compagnia o per la caccia che alle  “stragi” di bestiame utilizzate come scusa per sterminare i leopardi da parte degli abitanti dei villaggi.

Ullas Karanth, direttore scientifico della Wildlife Conservation Society per l’Asia, sottolinea che «Negli ultimi due tre decenni, la regolamentazione legale della caccia leopardo, una maggiore consapevolezza della salvaguardia e il crescente numero di cani selvatici come prede hanno portato a un aumento del numero di leopardi al di fuori delle riserve naturali, nei territori agricoli. Mentre questa è una buona notizia per la conservazione e un tributo alla tolleranza sociale del popolo indiano, pone anche grandi sfide di gestione dei conflitti che di tanto in tanto vengono fuori. Solo l’ascolto della scienza può aiutarci ad affrontare questa sfida».