Incendio Monti Pisani, danni e spese per oltre 15 milioni. Rossi: Il Governo stanzi le risorse

Partiti gli interventi per contenere rischi idrogeologici. Il piano per la ricostruzione

[11 ottobre 2018]

La giunta regionale della Toscana ha approvato, ed è operativo, il piano da 1,5 milioni di euro che servirà a contenere i rischi idrogeologici a valle delle aree percorse dal fuoco, per limitare la possibilità di eventuali frane, e altri interventi per sanare parte delle ferite inferte dall’incendio al reticolo idraulico. Grazie a questo, è  partito l’intervento di bonifica e di ricostruzione sui Monti Pisani, dopo l’incendio di fine settembre che ha colpito un territorio di quasi 1.500 ettari, al cui interno ne sono bruciati 1.148. Stamani erano già a lavoro una cinquantina di operai forestali.
«Contestualmente . dicono in regione – è partita, direzione Roma, la richiesta ufficiale per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale al Dipartimento della protezione civile. Il presidente Rossi l’ha firmata ieri, meroledì. Danni denunciati e spese necessarie ammontano a oltre 15 milioni di euro, quindici milioni e 250 mila euro per la precisione. Per la ricostituzione degli ettari bruciati serviranno almeno 8 milioni: il fuoco ha percorso in alcuni casi terreni già attraversati dalle fiamme nel 2009 e 2011, dove è rimasta solo cenere e neppure gli scheletri degli alberi. E si chiede un contributo. Prioritarie sono considerate le spese di soccorso e prima somma urgenza e a ristoro dei danni agli immobili privati (che competono però al governo), in modo da dare risposta a coloro che nell’evento hanno perso l’abitazione».

Illustrando i due provvedimenti, il presidente della Regione Enrico Rossi  ha detto che tra le priorità post-incendio c’è anche la ricostruzione della strada provinciale del Serra, ancora chiusa al traffico: «Rientra tra le somme urgenze ed abbiamo stanziato per questo 161 mila euro. Abbiamo varato un provvedimento straordinario di un milione e mezzo di euro per mettere urgentemente in sicurezza il territorio rispetto alle piogge che si preannunciano ed evitare frane ed allagamenti. Presenteremo successivamente un piano che riguarda la ricrescita e la selezione del bosco. Torneremo a Calci altre volte. La Regione Toscana c’è. Aspettiamo che ci siano anche gli altri. E gli altri sono il Governo e chi, nei giorni dell’incendio, ha fatto promesse. Promesse su cui i sindaci dei territori feriti dal fuoco, tutti a Calci stamani, sono fiduciosi ma pretendono che diventino velocemente fatti concreti».

Rossi ha ricordato ai giornalisti: «Ho firmato ieri, ufficialmente, la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. Non siamo sbruffoni, non chiediamo cose impossibili. Chiediamo la soglia minima rispetto alle tante promesse che abbiamo sentito nei giorni dell’incendio e cioè che le dodici case andate distrutte, per tre milioni e 100 mila euro di danni complessivi, siano rimborsate attraverso un provvedimento sul versante della Protezione civile. La Regione non ha infatti competenza su questo.

Il presidente della Regione ha ringraziato chi «nei giorni del fuoco, non si è risparmiato e chi si sta impegnando adesso, come il quotidiano La Nazione che ha lanciato una raccolta di fondi». Anche l’assessore regionale  all’agricoltura, Marco Remaschi , ha annunciato un’iniziativa di solidarietà sulla quale è già al lavoro: «Ho parlato con il mondo dei vivaisti ed ho chiesto loro un impegno e un contributo personale che possa incentivare la ripiantumazione delle olivete andate distrutte».

Rossi e Remaschi hanno poi chiarito la questione dei rimborsi per i danni che ci sono stati alla colture e gli investimenti: «Serve la dichiarazione di stato di calamità naturale, cosa diversa dall’emergenza nazionale e su cui è il Governo ad avere l’ultima parola. Chiediamo un intervento diretto del Ministero dell’agricoltura. La richiesta di calamità naturale sarà presentata in via definitiva dopo il 19 ottobre, quando sul sito di Artea, l’azienda regionale per le erogazioni in agricoltura, si chiuderà la procedura attraverso cui le aziende possono segnalare in maniera chiara e precisa i danni subiti. Si stimano 8 milioni di danni. Chiediamo subito uno stanziamento del Governo. Nel frattempo, noi ci siamo attivati nell’unico modo possibile, ovvero mettendo a disposizione risorse regionali dei fondi strutturali europei per l’agricoltura che però, anche queste, devono essere sbloccate dal governo presso l’Europa dichiarando lo stato di calamità naturale. Se poi il ministro Centinaio vorrà attivare altri fondi, la cosa non ci farà certo dispiacere».

Ufficiosamente il governo M5S-Lega ha già risposto in commissione agricoltura che non si può attivare il fondo solidarietà, perché un incendio non è una calamità naturale. Ma il Sindaco di Calci ha detto che il governo nazionale potrebbe attivare in via eccezionale altre risorse. «L’importante è che arrivino presto« dicono sindaci e Regione.

Rossi ha concluso: «Aspettiamo risposte ufficiali da parte del Governo. In Toscana siamo gente seria che fa tutti gli atti e li fa puntualmente, con estrema urgenza e con interventi anche straordinario. E poi, come mi diceva un’anziana signora che ho incontrato in un centro di ricovero durante l’incendio, alla fine bisogna tirare un rigo: non è morto nessuno, fortunatamente non si è fatto male nessuno, anche per gli interventi messi in atto dal servizio antincendio boschivo regionale, e a tutto il resto si può rimediare».

La Regione ha reso noto il piano per la ricostruzione: «Bonifica, salvaguardia e messa in sicurezza delle aree interessate dall’incendio sono le finalità degli interventi da un milione e mezzo inseriti nel piano approvato dalla giunta regionale nella sua ultima seduta. Oltre metà della cifra stanziata (800.000 euro) servirà per gli interventi di salvaguardia e messa in sicurezza, il resto per i lavori al reticolo idraulico (300.000 euro), per finanziare gli interventi di soccorso e somma urgenza (300.000 euro, di cui 161 mila per il ripristino della strada provinciale del Serra, ancora chiusa) e per le spese relative all’attività straordinaria svolta da parte del personale dipendente e volontario in occasione dell’incendio (100.000 euro)».

In Regione dicono che «Gli interventi relativi alla salvaguardia idrogeologica partiranno subito e dovranno essere completati entro dicembre per contenere il più possibile i rischi di dissesto legati alle precipitazioni, rischi che nelle aree percorse dal fuoco sono notevolmente aumentati. Il bosco che tratteneva l’acqua come una spugna non c’è più. Si è cotto anche il terreno, cosicchè l’acqua adesso vi scivola veloce. L’ente competente per la realizzazione degli interventi sarà l’Unione montana val di Cecina, nel cui territorio ricadono le aree interessate dal rogo, ma con il rinforzo degli operai forestali di varie Unioni comuni limitrofe (Media Valle del Serchio, Lunigiana, Garfagnana, Appennino Pistoiese, Colline metallifere) e del comune di Calci. Le attività consisteranno nel taglio del materiale vegetale bruciato, quello che non si é completamente incenerito e che verrà utilizzato per la realizzazione di opere di consolidamento dei versanti, nella sistemazione idraulica forestale e in interventi di ripristino della viabilità all’interno del bosco. Gran parte del lavoro si svilupperà nel comune di Calci (si stima di spendere lì 600 mila euro su 800 mila), il resto in quello di Vicopisano. Il consorzio di bonifica del Basso Valdarno interverrà invece sul reticolo idraulico minore.

I numeri dell’incendio».
Intanto la Regione ha prorogato la scadenza dei bandi di sviluppo rurale; «Una delibera presentata dall’assessore all’agricoltura Marco Remaschi e approvata nell’ultima seduta della giunta  – si legge in una nota – ha previsto una proroga di 90 giorni per la presentazione dei progetti esecutivi e delle domande di pagamento nell’ambito dei bandi finanziati dai fondi europei del Piano di sviluppo rurale (PSR) e del Piano integrato territoriale Monte Pisano (finanziato con un bando del 2016 con tre milioni), da parte delle Unioni dei Comuni montani di Lunigiana, Alta Val di Cecina, Garfagnana, Appennino Pistoiese, Media Valle del Serchio e Colline Metallifere. La decisione è stata presa tenendo conto del ritardo che il progetto è destinato a subire a causa dell’incendio, visto che i Comuni sono impegnati con il proprio personale nelle operazioni di ripristino dei danni. Il piano territoriale integrato Montepisano e i bandi finanziati nell’ambito del programma di sviluppo rurale 2014/2020 puntano a investimenti per contrastare il dissesto idrogeologico, ripristinare i danni alle foreste da incendi e malattie, la ricostruzione di muretti a secco e terrazzamento, azioni di tutela e salvaguardia del paesaggio, della rete viabile secondaria e sentieristica dell’area».