La cerniera del cranio che aiuta i pesci drago a mangiare prede più grandi della loro testa (VIDEO)

Sono l’unico gruppo di pesci al mondo con questa incredibile capacità

[20 febbraio 2017]

Una delle cose che gli animali di solito non fanno è quello di cercare di mangiare qualcosa che sia più grande della loro testa, ma Nalani Schnell, dell’Institut de systématique, èvolution, biodiversité del Cnrs e David Johnson del National museum of natural history della Smithsonian Institution,  hanno scoperto che i pesci drago hanno evoluto un trucco per poter violare questa regola.

Nello  studio “Evolution of a Functional Head Joint in Deep-Sea Fishes (Stomiidae)” pubblicato su Plos One,  Schnell  e Johnson spiegano come i pesci drago riescano a inghiottire prede grandi quasi come  loro: hanno scoperto e descritto per la prima volta un cranio “incernierato”.

Le specie di pesci drago conosciute sono decine e vivono tutte a grandi profondità, nel buio quasi totale ed hanno sulla testa una “canna da pesca” con un’esca bioluminescente per attirare le preda. «Ma – spiegano alla Smithsonian  – nelle scure profondità oceaniche potrebbero passare mesi tra un avvistamento di pesce e l’altro. Così questi pesci drago devono essere in grado di approfittare di tutte le opportunità che hanno di mangiare, anche qualcosa che sia quasi della loro dimensione. Questa cerniera-giunto del cranio aiuta i pesci drago a mangiare una preda più grande della loro testa

Jhonson, che cura il reparto pesci al National museum of natural history, sottolinea che «Probabilmente, circa 100 anni fa qualcuno aveva esaminato l’anatomia nei pesci drago e aveva notato un problema nell’apertura boccale. Ma a quel tempo non avevano i raggi X».

La ridotta possibiltà di apertura della bocca è un problema per molte specie animali, ma la soluzione evolutiva del pesce drago è unica, il che solleva una domanda: perché nessun altro pesce  o altri animali hanno una conformazione cranica simile?.

«Questa è una domanda da 64.000 dollari – risponde Johnson – E’ solo uno de modi in cui funzionano i percorsi evolutivi. E ‘più probabile successo nel  mare profondo, dove le risorse sono scarse e mancare le opportunità di mangiare potrebbe facilmente significare la morte. Ci sono altri modi per assumere  cibo più grande, non posso rispondere perché le altre specie non hanno seguito questo percorso…  Ci sono tre modi per espandere la  bocca. Dorsalmente, verticalmente e lateralmente».

Negli anni ‘60, gli scienziati hanno sperimentato una tecnica per disciogliere la carne da un pesce ottenere uno scheletro intero e articolato da analizzare, Johnson e la Schnell  lo hanno utilizzato per capire esattamente come alcune ossa dei pesci drago stiano insieme ed è così che sono riusciti a dimostrare il «movimento d’inclinazione del cranio». I pesci drago sono i grado di portare l’estremità del cranio indietro quando spalancano la bocca, riuscendo così ad inghiottire grossi bocconi.

Non utilizzano quindi la tecnica dei serpenti, nei quali i due lati della mascella inferiore non sono fusi come  nella maggior parte dei vertebrati, ma sono collegati da legamenti flessibili. La mascella inferiore ha anche un giunto particolarmente flessibile sui lati dove si incontra col cranio. Questi ed altri adattamenti permettono un pitone con una testa delle dimensioni di un pompelmo inghiottire un cervo.

Altri pesci hanno bocche enormi, che possono anche essere estroflesse per inghiottire grandi prede. Ma di solito i predatori (uomo compreso) che hanno a che fare con grosse prede, le uccidono e poi le sbranano a pezzi adatti per essere mangiati.

Johnson ricorda che «Di recente è stato pubblicato  uno sulle murene che sono in grado di estroflettere delle mascelle faringee presenti nella cavità orale e afferrare le cose e  risucchiale. Questa questa tecnica è simile alle bocche plurime della regina Xenomorph nel film di fantascienza  Alien »

I ricercatori evidenziano che non tutte le specie di pesci drago hanno la cerniere cranica completamente sviluppata: alcune delle specie, che si ritiene siano rappresentative di forme precedenti di pesci drago, hanno attaccature inusuali tra le vertebre e il cranio, ma non una vera e propria cerniera.

Il vero problema è che, dato le proibitive profondità a cui vivono,  nessuno ha mai visto uno di questi pesci mentre mangia, le dimensioni delle loro prede sono note perché alcuni degli esemplari pescati in profondità con la pancia piena sono stati esaminati con  i raggi X o sezionati, ma gli scienziati possono solo ipotizzare  su come siano in grado di inghiottire quelle grandi prede.

«Non siamo mai stati in in grado di portarli vivi un laboratorio – spiega ancora Johnson – Vengono trasportati in un ambiente con una pressione inferiore… ma non abbiamo idea se per loro questo sia un confine o un muro. Mettendoli in una struttura contenuta non abbiamo idea di cosa fare. Non possiamo essere in grado di osservarli e nutrirli in cattività. Farlo in natura è costoso. Laggiù non si possono osservare le interazioni tra gli animali».

Gli adattamenti del Dragonfish sono eccezionali ma in un mondo dove l’eccezionalità è la norma: gli adattamenti strani sono molto comuni tra le creature che vivono a profondità estreme.

Johnson conclude: «Guardando i pesci delle profondità marine, quelli di maggior successo hanno questi adattamenti radicali».

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