La pianta carnivora fenice che rinasce dopo gli incendi

La drosera portoghese e la gestione degli incendi per protegge il suo habitat

[26 settembre 2017]

Le attuali pratiche di gestione della natura cercano giustamente di tenere sotto controllo gli incendi, dato che costituiscono un’elevata minaccia per la ricca biodiversità delle brughiere mediterranee, come hanno dimostrato gli incendi che quest’estate hanno devastato non solo l’Italia ma anche il Portogallo e il sud della Spagna, eppure non tutti gli organismi viventi vengono  danneggiati dal fuoco e tra quelli che ne traggono vantaggio  c’è  anche la drosera portoghese ( Drosophyllum lusitanicum), una pianta carnivora a rischio estinzione. Cosa abbastanza strana perché quando si pensa alle piante carnivore vengono subito in mente ambienti umidi e ombrosi.

Ma lo studio “Defining the role of fire in alleviating seed dormancy in a rare Mediterranean endemic subshrub”, pubbicato su AoB Plants da un team di ricercatori australiani, spagnoli e svizzeri,  dimostra che i semi di Drosophyllum lusitanicum  prosperano meglio dopo essere stati esposti brevemente ad un calore elevato, proprio come accade quando un incendio percorre l macchia mediterranea. Il team di ricercatori  guidato dall’australiano Adam Cross dell’università di Curtin della Western Australia,  sta studiando come germogliano i semi della drosera portoghese per aiutare gli sforzi di conservazione delle piante  rischio di estinzione in un mondo dove il riscaldamento globale sta portando ad incendi boschivi sempre più violenti ed estesi.

Per questo il team internazionale di scienziati  ha analizzato il tasso di germinazione dei semi di Drosophyllum lusitanicum  raccolti in Andalusia, in risposta a diversi fattori esterni come il freddo, il caldo o il fumo. All’università di Curtin spiegano: «Se li lasci stare, pochi di questi semi germinano. Quello che innesca la crescita dei semi di questa pianta carnivora “fenice” è il passaggio del fuoco. Il caldo agisce come un segnale per l germinazione dei semi  e la rimozione dei grossi e densi arbusti crea uno spazio libero privo di concorrenti. Anche se questo rapporto con il fuoco potrebbe sembrare strano, dato che molte  drosere dell’emisfero settentrionale crescono in  zone umide come le paludi,  la drosera portoghese, che sembra solo un drosera, in realtà è l’unica specie in un genere completamente diverso e cresce nella brughiera mediterranea piuttosto che nelle paludi. Questi habitat sono sottoposti a pressioni crescenti a causa del cambiamento di uso e della frammentazione  del suolo e la specie sta diventando sempre più rara» .

L’habitat dove vive rende  Drosophyllum lusitanicum un caso insolito  anche per gli standard abbastanza strani delle piante carnivore. Una delle autrici dello studio, Maria Paniw, del Dipartimento di biologia evolutiva e studi ambientali dell’università di Zurigo, sottolinea che «E’ l’unica pianta carnivora che prospera nel caldo clima mediterraneo delle brughiere dell’Europa sud-occidentale. Queste brughiere si distinguono dagli altri habitat europei  grazie ai  loro elevati livelli di biodiversità. Vedere  le foglie appiccicose di centinaia di drosere portoghesi che riflettono il sole contro lo sfondo colorato di arbusti e fiori è un bello spettacolo». Cross aggiunge: «Tuttavia, in questo paesaggio c’è molto di più delle piante e degli animali che si vedono. C’è anche una banca di sementi nascosta nel suolo e una corretta conservazione e mantenimento di questa “riserva” di futura biodiversità è essenziale per un futuro a lungo termine delle brughiere mediterranee».

Infatti, anche se l’areale di Drosophyllum lusitanicum  è limitato ad alcune regioni di Portogallo, Spagna e Marocco, l’importanza della ricerca sulle sue capacità di riprodursi dopo un violento incendio potrebbe avere ricadute planetarie, in un mondo sempre più caldo.  Cross conclude  «Le lezioni che stiamo imparando da questa pianta caratteristica delle brughiere hanno implicazioni per la gestione della conservazione ovunque dove gli incendi naturali sono un evento regolare, inclusi altri hotspot  della biodiversità in tutto il mondo. Se vogliamo l’armonia tra lo sviluppo e la biodiversità, allora dobbiamo elaborare un modo per gestire meglio gli incendi».