La sopravvivenza dei vampiri è «una grande vittoria evolutiva»

La dieta estrema di sangue dei pipistrelli vampiri resa possibile dal loro genoma e microbioma

[20 febbraio 2018]

A prima vista cibarsi solo di sangue, come tra i mammiferi fanno solo i pipistrelli vampiri,  sembrerebbe un volo lungo un vicolo cieco evolutivo. Come sottolinea il team internazionale di ricercatori che ha pubblicato  su Nature Ecology & Evolution lo studio “Hologenomic adaptations underlying the evolution of sanguivory in the common vampire bat”, «Il sangue non solo è pieno di malattie batteriche e virali, ma è anche povero di sostanze nutritive: troppo pochi carboidrati e vitamine, troppo sale. È un miracolo che Dracula sia vissuto per così tanto tempo».  Eppure i pipistrelli vampiri possono bere fino alla metà del loro  peso in sangue al giorno e il team di 30 scienziati guidato da Lisandra Zepeda Mendoza, del Centre for geogenetics, del Museo di storia naturale della Danimarca – università di Copenhagen, e da Zijun Xiong, dello State Key Laboratory of Genetic Resources and Evolution, dell’Istituto Kunming di zoologia dell’Accademia cinese delle scienze, sottolinea che «La selezione naturale ha superato queste sfide e ha modellato un profilo genetico e un ecosistema intestinale perfettamente adatti a una silenziosa vita di succhiatori di sangue».

La Mendoza, una specialista di microbiomi, la comunità di microrganismi presente nel tratto digestivo, spiega che «I pipistrelli  vampiri hanno una dieta “estrema”, nel senso che richiede molti adattamenti dell’organismo».

Per scoprire come il vampiro vero di Azara (Desmodus rotundus), abbia evoluto questi cambiamenti, il team di Mendoza e Zijun  ha sequenziato il suo genoma e il micro bioma e ha scoperto che «Entrambi si distinguono dalle altre 1.200 specie di pipistrelli che prediligono frutti, carne e/o insetti. Per cominciare, il genoma, sebbene di dimensioni tipiche, contiene il doppio dei cosiddetti elementi trasponibili, frammenti di DNA che possono cambiare posizione. Questi frammenti vagabondi del codice genetico erano concentrati in regioni che governano il sistema immunitario e il metabolismo, funzioni che differivano nettamente rispetto ad altre specie».

Per esempio, il vampiro vero di Azara  può assimilare o elaborare gli alti livelli di scorie di ferro e azoto presenti nel sangue. Il suo intestino ospita un impressionante arsenale di batteri protettivi – centinaia dei quali causano malattie in altri mammiferi – che producono sostanze antivirali.

Inoltre, comne si è scoperto recentemente, il micro bioma varia enormemente non solo da specie a specie, ma da individuo a individuo all’interno della stessa specie, in particolare negli esseri umani.

Uno degli autori dello studio, Thonas Gilbert, anche lui dell’università di Copenhagen e uno dei biogenetisti che sostengono il concetto più inclusivo di “ologenoma”, spiega a sua volta: «Volevamo vedere come il genoma e il microbioma dell’intestino lavorano insieme per superare la sfida di una dieta di sangue». Gilbert ha ipotizzato  i pipistrelli vampiri siano passati alla dieta a base di solo sangue iniziando col predare insetti che succhiano il sangue, come zecche e zanzare: «Il bello era che se avessero infranto il tabù della dieta di sangue – e lo fecero – il cibo sarebbe diventato molto abbondante, con non molta concorrenza. E’ stata una grande vittoria evolutiva».

Le tre specie di pipistrelli che succhiano il sangue, tutti originari dell’America Latina, hanno denti affilati come rasoi che servono a bucarein modo indolored la pelle delle loro vittime e a far uscire il sangue. I prodotti chimici presenti nella saliva dei pipistrelli vampiro prevengono la coagulazione del sangue. Il vampiro vero di Azara  si nutre principalmente di sangue di mammiferi, compreso quello degli esseri  umani, e spesso torna, notte dopo notte, a cibarsi del sangue dello stesso animale.

Studi recenti hanno dimostrato che i Desmodus rotundus sono in grado di riconoscere i singoli esseri umani attraverso i suoni emessi con la respirazione, che per loro somigliano molto alla varietà delle nostre voci. Questi esseri che hanno dato origine a leggende spaventose – e che trasmettono anche malattie – tra loro sono sorprendentemente generosi: sono disposti a condividere un pasto  rigurgitandolo nella bocca di un altro pipistrello in difficoltà, anche se non sono imparentati.

Queste caratteristiche impressionanti fanno dei  pipistrelli vampiri delle creature eccezionali, anche se, conclude scherzando la Mendoza, «»Di solito li chiamo ‘creature incasinate”».