L’appello di 200 personalità per salvare il pianeta: «La più grande sfida della storia dell’umanità»

Viviamo un cataclisma planetario. Tutti gli indicatori sono allarmanti. E’ una questione di sopravvivenza

[4 settembre 2018]

Numerosi intellettuali, scienziati e personaggi del mondo dello spettacolo, Da  Alain Delon  a Patti Smith, hanno risposto all’appello di Juliette Binoche e dell’astrofisico  Aurélien Barrau per un’azione politica «ferma e immediata« di fronte al cambiamento climatico. Il testo dell’appello è una critica implicita alle scelte fatte dal governo del presidente francese Emmanuel Macron, culminate con le recenti dimissioni del suo ministro dell’ecologia.

Ecco il testo dell’appello pubblicato su Le Monde e firmato da 200 personalità di tutto il mondo:

 

Qualche giorno dopo le dimissioni di Nicolas Hulot, noi lanciamo questo appello: di fronte alla più grande sfida della storia  dell’umanità, il potere politico deve agire fermamente e immediatamente. E’ tempo di essere seri.

Viviamo un cataclisma planetario. Riscaldamento climatico, diminuzione drastica degli spazi vitali, crollo delle biodiversità, profondo inquinamento dei suoli, dell’acqua e dell’aria, rapida deforestazione: tutti gli indicatori sono allarmanti. Al ritmo attuale, entro qualche decennio, non resterà quasi più niente. Gli esseri umani e la maggior parte delle specie viventi sono in una situazione critica.

Non è troppo tardi per evitare il peggio

E’ troppo tardi perché non succeda niente: il crollo è in corso. La sesta estinzione di massa si svolge a una velocità senza precedenti. Ma non è troppo tardi per evitare il peggio.

Riteniamo quindi che ogni azione politica che non faccia della lotta contro questo cataclisma la sua priorità concreta, annunciata e assunta, non sarebbe più credibile.

Riteniamo che un governo che non recuperi quel che può essere ancora il suo obiettivo primario e lo rivendichi, non possa essere preso sul serio.

Proponiamo le scelte della politica – lontana dalle lobby – e delle misure potenzialmente impopolari che ne risulteranno.

E’ una questione di sopravvivenza. Sostanzialmente, non può essere considerata come secondaria.

Molte altre lotte sono legittime. Ma se questa verrà persa, nessun’altra potrà essere condotta.

 

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