Le berte minori amano Montecristo (senza ratti). Eccezionale successo riproduttivo: 90%

[2 agosto 2013]

Il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano annuncia: «Anche quest’anno a Montecristo  centinaia di giovani berte hanno lasciato l’Isola, confermando la tendenza della passata stagione. Il successo riproduttivo è al momento stabile, intorno a 0,9 giovani per coppia, ed è molto elevato per la specie; la berta infatti depone un unico uovo e si prende cura di  un solo pulcino,  quindi significa che il 90 % delle coppie porta a termine la propria covata».

Si tratta di berte minori mediterranee (Puffinus yelkouan), il cui successo riproduttivo a Montecristo si era ridotto a zero e ancora una volta si conferma la bontà del progetto di eradicazione del ratto nero (Rattus rattus) effettuata nel 2012 e contro la quale si scagliarono i rimasugli del movimento antiparco, qualche politico di centro-destra e gli animalisti elbani, contrastati dalle grandi associazioni ambientaliste, con Legambiente e Lipu in testa.

Il Parco non  ritorna sulla polemica ma ricorda che l’eliminazione dei ratti «ha avuto un riscontro molto positivo, che speriamo possa in futuro condurre ad un incremento sostanziale delle popolazione di questo uccello marino. Gli indizi sono molteplici:  cavità prima  vuote adesso occupate dagli individui in cova, la presenza di “prospectors”, soggetti in esplorazione, in molte zone dell’Isola».

L’altro riscontro positivo viene da “Bertopoli”, come è stata chiamata la struttura di nidi artificiali posizionati a Cala Maestra dai tecnici dell’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra), che sembra aver attirato l’attenzione di questi individui che hanno visitato le cavità, forse per tornarvi a nidificare il prossimo anno.

«La struttura potrà essere utile per monitorare il ciclo riproduttivo dell’animale e facilitare il compito dei ricercatori, impegnati a seguire le berte in cova o mentre allevano il pulcino in luoghi impervi e in piccoli anfratti, spesso impossibili da ispezionare completamente – conclude la nota del Parco –  Occorrerà però attendere il prossimo inverno,  quando faranno ritorno questi particolari abitanti dell’Isola di Montecristo».