Le formiche di fuoco uccideranno il Monarca di Tahiti? [PHOTOGALLERY]

La storia esemplare di una creatura salvata dall’uomo, dopo che l’aveva portata all’estinzione

[28 febbraio 2014]

Il Monarca di Tahiti, o ōmāma (Pomarea nigra) è uno degli uccelli più rari del mondo: dopo essere stato dato per estinto, nel 1998 ne rimanevano solo 12 individui. Da allora è partita un’operazione di salvataggio che ha portato questa specie poco prolifica a risalire a 46 esemplari e a 16 coppie, 10 delle quali si sono riprodotte nel 2013.

Prima questa specie, nella quale gli adulti sono neri con becco blu pallido, mentre la livrea dei giovani è rosso-marrone,  viveva anche sulla costa di Tahiti, ma si è rapidamente rarefatta con l’arrivo degli europei in quella che sarebbe diventata la Polinesia francese ed ora una ventina di individui vivono nelle zone basse delle vallate di Tiapa, Papehue, Orofero e Maruapo. Un’altra popolazione, scoperta solo nel 2002, vive nelle alture di Maruapo: i Pomarea nigra  di Maruapo  alta erano calati dai 30 censiti nel 2002 a soli 12 nel 2009, ma grazie ad un intervento straordinario della  Société d’Ornithologie de Polynésie – Manu (Sop) nel 2012 i monarca di Tahiti erano risaliti a 22.

A portare gli ōmāma  vicinissimi all’estinzione sono stati i ratti neri, che hanno predato i nidi impedendo agli uccelli di riprodursi. Al Sop-Manu fanno notare che «sfortunatamente Tahiti rigurgita altre specie introdotte invasive, che sono altrettante nuove minacce per il monarca: degli uccelli importati  perturbano la sua riproduzione, mangiano i suoi pulcini e a volte anche gli stessi adulti. Delle piante invasive modificano il suo habitat, mentre le capre proliferano in una delle ultime valli dove resiste. Infine, le piccole formiche di fuoco, particolarmente distruttive per l’avifauna, colonizzano progressivamente Tahiti». E proprio dalle formiche di fuoco (Solenopsis invicta), arrivate a Tahiti chissà come dall’America centro-meridionale, potrebbero essere la specie aliena che da il colpo di grazia al monarca di Tahiti.

Eppure la salvaguardia di questo uccello è una storia di successo, tanto da meritare il BirdLife International People’s Choice Award: dal 1998 nel territorio dei Monarca sono state posizionate diverse centinaia di trappole per i ratti e  e la zona alta di  Maruapo è stata completamente derattizzata nel 2009. Nello stesso anno è iniziata la lotta contro l’avifauna aliena che viene abbattuta a fucilate appena si avvicina ai nidi dei Pomarea nigra. Quelli di Sop/Manu, che sono la branca polinesiana di BirdLife International, sottolineano che si tratta di «un metodo a volte inefficace, con nostra grande tristezza, ma che continuiamo ad applicare per evitare ogni predazione ai nidi da parte dei merli o che i giovani non vengano aggrediti ed uccisi dai bulbuls (Hypsipetes amaurotis)».

Nel 2012 grazie ad un progetto gestito da Susana Saavedra, una specialista di avifauna delle Canarie, una rete di trappolatoori costituita da una cinquantina di volontari delle communes de Paea e Punaauia, hanno permesso a Sop/Manu,  di eliminare progressivamente i merli e i bulbul che vivevano nelle vallate dei monarca di Tahiti. Inoltre alla salvaguardia degli ōmāma  partecipano anche gli scolari di Papehue, Manotahi e Tiapa che coltivano alberi autoctoni come mara, faifai, hitoa, per ripristinare l’habitat originario dei Pomarea nigra.

Grazie a tutto questo nel 2013 si sono involati 7 giovani monarca di Tahiti.  Ma lo sbarco delle  formiche di fuoco, scoperte a Tahiti nel 2004, rischia di rovinare tutto e potrebbe essere devastante per tutta la fragile biodiversità della Polinesia Francese, proprio mentre la stagione riproduttiva in corso potrebbe essere a rischio per le piogge torrenziali che stanno interessando Tahiti. Caroline Blanvillain, responsabile di Land Birds e Manu, spiega alla Bbc che «finora 8 pulcini sono sopravvissuti alla pioggia ma sono preoccupata per i piccoli, . Sono così curiosi non hanno paura dei predatori introdotti».

Infatti, nonostante il loro nome altezzoso, i monarca di Tahiti sono creature amichevoli, tanto che Martin Fowlie, di Birdlife International, definisce il loro comportamento come «ecologicamente ingenuo. Sono il tipico caso di una specie endemica di un isola che si è evoluta con pochi predatori. Non vedono l’uomo come un potenziale predatore, come sarebbe se  fossero vissuti andandosene in giro nel mio giardino in Gran Bretagna».

La Blanvillain ricorda che «i ratti non dovrebbero esserci a Tahiti, sono arrivati ​​sulle navi ed hanno ucciso migliaia di uccelli. E ora ci sono le formiche di fuoco al confine della valle. Se le formiche raggiungono un nido si mangeranno i pulcini e gli adulti in pochi minuti».

Fowlie sottolinea che «le specie aliene invasive sono la seconda più grande minaccia per gli uccelli. Sappiamo che in tutto il Pacifico si sono estinte un sacco di specie di uccelli a causa di specie introdotte, come i maiali che divorano le piante che forniscono siti di nidificazione idonei, fino alle zanzare che possono diffondere malattie esotiche».

Quanto al Monarca di Tahiti, Fowlie conclude ricordando che «Questo è un uccello che si è evoluto per questa particolare isola e in questo particolare habitat. E’ sempre difficile dire cosa succederebbe se una specie si estinguerà, non lo sappiamo. Ma è una parte del tessuto di un ecosistema complesso e, quando si inizia a perdere pezzi tutto può sfaldarsi. E’ importante tenere tutto a posto».