Il report del Wwf

Maxi scoperta di nuove specie nella regione del Mekong, ma sono già tutte a rischio scomparsa

Dal pipistrello di montagna a ferro di cavallo alla tartaruga che si nutre di lumache (scoperta all’interno di un mercato), 115 gioielli della natura a rischio

[21 dicembre 2017]

Centinaia di scienziati, organizzazioni per la conservazione e istituti di ricerca sparsi in tutto il mondo hanno contribuito alla scoperta di ben 115 nuove specie nella regione del Mekong, tra Cambogia, Laos, Birmania, Tailandia e Vietnam. Secondo quanto riporta il nuovo report Stranger species pubblicato dal Wwf, i protagonisti di quest’eccezionale “scoperta” sono 11 specie di anfibi, 2 di pesci, 11 rettili, 88 piante e 3 mammiferi. Le ennesime di una lista già molto lunga: «La scoperta di più di 2 nuove specie a settimana e delle 2.500 nei passati 20 anni, ci fa capire – spiega Stuart Chapman, del Wwf Greater Mekong – quanto sia importante la regione del Mekong, vero e proprio scrigno di biodiversità. Nonostante le minacce per il Mekong siano molte, queste scoperte ci danno la speranza che le specie presenti, dalla tigre alla tartaruga, potranno sopravvivere».

E di speranza ce n’è bisogno, dato che queste nuove scoperte arrivano in un momento critico. La regione del Grande Mekong è infatti sotto intensa pressione per lo sviluppo di miniere, strade e dighe; al contempo il bracconaggio per il “bushmeat” (letteralmente “carne di foresta”) o il commercio illegale di fauna selvatica vale diversi miliardi di dollari ed esercita un’ulteriore pressione sulla fauna selvatica della regione. Infine, il commercio illegale di specie selvatiche sta decimando le popolazioni di animali selvatici del Grande Mekong, specialmente nel Triangolo d’oro, dove si incontrano Laos, Thailandia e Birmania.

In definitiva, molte specie potrebbero estinguersi prima che vengano scoperte, ed è lo stesso rischio che purtroppo corrono anche le 115 protagoniste del report Stranger species. Dal pipistrello di montagna a ferro di cavallo – Rhinolophus monticolus, rintracciabile nelle foreste sempreverdi delle vette tailandesi e del Laos – alla tartaruga che si nutre di lumache (Malayemys isan, che è stata scoperta addirittura all’interno di un mercato nel nord della Tailandia), tutte rischiano di scomparire molto presto senza interventi correttivi da parte dell’uomo.

«Le specie nel Grande Mekong sono come opere d’arte, e meritano protezione da collezionisti senza scrupoli che sono disposti a pagare migliaia di dollari o anche di più per le specie più rare e a rischio – conclude Chapman – I mercati del Triangolo d’oro operano con impunità, quindi è fondamentale che i governi della regione migliorino l’applicazione delle leggi contro il bracconaggio e chiudano i mercati illegali della fauna selvatica, comprese le famigerate ossa e pelli di tigre e gli allevamenti di orsi neri». Ecco perché il Wwf sta promuovendo un progetto per stroncare il commercio illegale in questa regione, sostenendo un’efficace cooperazione transfrontaliera e migliorando l’efficacia delle forze dell’ordine ai valichi di confine.