Pace, amore e funghi in Uganda. Le donne e la salvaguardia dell’ambiente

Piccolo può essere bello: solo 10.000 dollari hanno cambiato la vita a molte famiglie

[8 maggio 2015]

Questa è la storia di un piccolo progetto, finanziato attraverso il programma Women in Healthy Sustainable Societies   (Whss) ed attuato nella Echuya Forest Reserve Important Bird Area dalla Kigezi Initiative for Women and Children Empowerment and Development Uganda (Kiwocedu).

Il progetto Whss è finanziato da Conservation International – spesso criticata perché accusata di mettere la tutela della fauna selvatica davanti ai diritti delle popolazioni autoctone – e punta a promuovere la conservazione sostenibile attraverso il miglioramento del sostentamento delle donne delle comunità locali della Eastern Afromontane Key Biodiversity Area.

La maggior parte delle persone che vivono nella Echuya Forest Reserve sopravvivono  coltivando piccoli appezzamenti di terra, ma l’area è densamente popolata e il territorio collinare ancora non coltivato è troppo ripido e sassoso per consentire di ricavarne raccolti significativi, mentre le pianure e le valli sono colpite da frequenti inondazioni e interessate da vasti fenomeni erosivi. Inoltre l’agricoltura è vietata all’interno dell’ Echuya Forest Reserve, una delle aree protette più famose dell’Uganda e Important Bird Area. Quindi la pressione antropica sui pochi terreni fertili è estremamente elevata e molte persone che non hanno la possibilità di accedervi e vivono al di sotto della soglia di povertà. Comprese molte donne.

La Kiwocedu è un’organizzazione locale che lavora con le donne e i giovani di Echuya ed ha avviato un progetto per promuovere l’emancipazione economica delle donne. La durata del progetto è stata di soli 9 mesi ed è costata pochissimo: 10.000 dollari, ma le donne sono molto contente.

Infatti uno dei principali risultati del progetto è stato quello di sviluppare un’impresa di successo, con e per le donne, in settori come la coltivazione di frutta e  funghi e il lavoro artigianale. Più di 100 donne sono state formate e/o sostenute in questi tre imprese, che stanno già producendo risultati molto concreti: la coltivazione di funghi da sola ha già prodotto guadagni per  circa 2.208.000 scellini ugandesi (circa 748 dollari) per le donne che hanno lavorato al progetto, una cifra che a noi può sembrare misera ma che in unrea rurale dell’Uganda è molto.

La signora Mukamagoba ha detto a BirdLife International Africa, che collabora al progetto, che «Con il supporto di Kiwocedu, sono stata in grado di aumentare il mio crescente business del fungo.  Ho raccolto 97 chili di funghi, che ho venduto a 7.000 scellini ugandesi, realizzando un totale di 679.000 scellini».  Un’altra donna beneficiaria, la signora Owomugisha, sottolinea: «Il progetto Whss non solo ha migliorato il nostro reddito familiare, ma ha anche migliorato la nostra produzione alimentare. Questo ridurrà anche i conflitti con i nostri mariti perché non provvediamo alla casa. I nostri mariti ci vedranno come contribuenti al reddito familiare».

160 donne hanno partecipato a seminari sulla gestione delle risorse naturali e la conservazione della foresta di Echuya, e due donne hanno partecipato a un corso di formazione per formatori in tecnologie di gestione agroforestale e di risparmio energetico, sostenuti da Nature Uganda, la filiale di BirdLife nel Paese africano. Poi hanno sensibilizzato le donne dei villaggi su benefici di risparmio energetico ed hanno insegnato loro come costruire stufe più efficienti. Alla fine del progetto, 57 donne avevano già adottato il nuovo tipo di cottura, che ridurrà la necessità di legna e pertanto ridurrà la pressione sulla foresta.

250 donne e 100 uomini hanno partecipato a una serie di incontri di sensibilizzazione e di collaborazione e  Kiwocedu  ha incoraggiato 17 donne leader a partecipare a una riunione nella gestione delle risorse naturali organizzata dalla Bufundi Echuya Collaborative Livelihood Association (Becla), dove sono stati discussi i modi in cui le donne possono partecipare alla salvaguardia delle foreste. Le donne si sono così rese conto che la maggior parte delle decisioni riguardanti la conservazione della natura vengono prese solo dagli uomini ed hanno deciso che la partecipazione femminile dovrebbe esserci a tutti i livelli, a cominciare dalla selezione di chi viene nominato nei comitati di gestione.

Obaka Torto scrive su Women and environment: «E’ evidente che il progetto è riuscito a cambiare gli atteggiamenti delle persone. L’atteggiamento delle donne, che erano soliti pensare che la conservazione fosse una “cosa da uomo”, ma che ora sentono il desiderio di partecipare attivamente alla protezione della foresta. E l’atteggiamento degli uomini, che hanno imparato ad apprezzare che avere donne in posizioni di leadership non significa necessariamente che vogliono essere superiori e che hanno assicurato la loro disponibilità ad aiutare le donne nei loro sforzi per far progredire la causa della conservazione delle risorse naturali. SE si aggiunge la riduzione dello stress nelle case dei beneficiari, si può facilmente dire che ciò che è buono per le donne, è un bene per le famiglie ed è un bene per il futuro della Foresta di Echuya».