Individuati globicefali ibridi fertili al largo della costa spagnola

Scoperto primo caso al mondo di ibridazione tra cetacei

Test genetici documentano per la prima volta il fenomeno tra globicefali comuni e tropicali

[7 novembre 2013]

Una ricerca realizzata dagli scienziati del dipartimento di genetica dell’Universidad de Oviedo e del Proyecto de Mamíferos Marinos dell’Instituto Español de Oceanografía (Ieo), al quale hanno partecipato ricercatori di diverse organizzazioni, ha descritto per la prima volta al mondo l’esistenza di un ibrido fertile tra globicefalo comune e globicefalo tropicale.

Come spiegano i ricercatori spagnoli nello studio “Interspecific Introgression in Cetaceans: DNA Markers Reveal Post-F1 Status of a Pilot Whale” pubblicato su PlosOne, «L’identificazione visiva delle specie di cetacei spiaggiati è difficile, soprattutto quando gli esemplari morti sono degradati e/o le specie sono morfologicamente simili. Le due specie di globicefalo riconosciute (Globicephala melas e Globicephala macrorhynchus ) sono simpatriche nel Nord Atlantico. Queste specie sono molto simili  all’aspetto esterno e le loro caratteristiche morfometriche  si sovrappongono parzialmente: così l’identificazione visiva non è sempre affidabile. L’identificazione genetica delle specie garantisce la corretta identificazione dei campioni».

Il team guidato da Laura Miralles, e una ricercatrice del dipartimento di biologia funzionale dell’Universidad de Oviedo ha realizzato uno studio genetico dei campioni presi da globicefali spiaggiati nelle Isole Faer Oer, in Galizia e nelle Canarie, inoltre la Miralles ha completato una ricerca internazionale al Centre de Recherches Insulaires et Observatoire de l’Environnement (Criobe) nella  Polinesia Francese per ampliare il numero di test e della ricerca e continuare il lavoro.

I globicefali, che gli spagnoli chiamano calderon e gli anglosassoni pilot whale, sono relativamente frequenti lungo le coste iberiche atlantiche e sono presenti anche nel Mediterraneo. La classificazione scientifica li divide in due specie: il globicefalo comune (Globicephala melas), tipico delle acque fredde del nord Europa ma che vive anche nel Mediterraneo,  e il globicefalo tropicale (Globicephala macrorhynchus) che frequenta le acque più calde dell’Africa e tutta la fascia tropicale/temperata degli oceani.  Lungo le coste atlantiche spagnole l’areale delle due specie si sovrappone ed è possibile identificarle solo basandosi sulle loro caratteristiche morfologiche. E’ studiando le due specie che si è cominciato a sospettare della possibile esistenza di un possibile fenomeno di ibridazione tra globicefali comuni e tropicali.

L’analisi del Dna ha permesso di determinare in maniera inequivocabile la specie alla quale appartenevano gli individui studiati  ma ha anche confermato l’esistenza di un individuo ibrido adulto, frutto di un incrocio tra un globicefalo comune ed un altro individuo ibrido fertile, la cui madre, una Globicephala melas, si era accoppiata con un Globicephala macrorhynchus. I ricercatori spagnoli sottolineano che «Questa è la prima volta che si descrive geneticamente l’esistenza di un ibrido fertile tra queste due specie e anche la prima volta tra specie di cetacei».

Anche se alcuni scienziati avevano ipotizzato che già esistessero alcune forme di ibridazione, le prove finora erano state molto labili. Dopo aver confermato l’esistenza di cuccioli fertili lo studio sui “calderon” proseguirà anche nel 2004 e la seconda parte della ricerca si concentrerà nel tentare di dare una spiegazione di questa ibridazione tra le due specie ed a comprendere la sua localizzazione geografica. Il team della  Miralles, finanziato dal programma Severo Ochoa del Principado de Asturias, affronterà integralmente la speciazione nei cetacei attraverso lo studio “Papel de las barreras biogeográficas e historia evolutiva en la estructura poblacional actual de especies marinas cosmopolitas”.