Specie aliene invasive nel Lazio: dati allarmanti. A rischio salute, economia e biodiversità

Gli esperti raccomandano: «Non liberare specie in natura»

[29 marzo 2017]

Nel Lazio sono sempre più presenti le specie aliene invasive, introdotte dall’uomo accidentalmente o volontariamente al di fuori dell’area di origine, ed hanno un impatto notevole sull’ambiente e sulla qualità della vita. Solo nell’Unione europea la stima dei costi sociali ed economici delle specie aliene supera i 12 miliardi di euro.

Dal Progetto Atlante Specie Alloctone (Pasal), condotto fin dal 2008 dalla Regione Lazio emerge che nel Lazio sono presenti animali come la rana toro americana o il  tamia siberiano, o piante come il fico degli Ottentotti o l’erba pesce molesta, e moltissime le specie aliene censite si sono stabilmente insediate e sono in parte diventate “invasive”, cioè in grado di causare danni in ambito ecologico, economico o socio-sanitario.

Il fenomeno è in forte crescita ovunque:  in Europa il numero di specie aliene è cresciuto del 76% negli ultimi 30 anni, e secondo la Banca dati nazionale delle specie alloctone, in Italia addirittura del 96%. Attualmente, nel nostro Paese le specie aliene sono più di 3.000, oltre il 15% delle quali invasive.

Tra le situazioni più gravi nel Lazio ci sono quella dei ratti che minacciano la biodiversità delle Isole Ponziane, del gambero rosso della Louisiana che mette a rischio la sopravvivenza gambero di fiume autoctono, l’invasione degli ultimi lembi di dune costiere da parte delle piante esotiche ornamentali diffuse dall’uomo, la possibile espansione dell’ambrosia, una pianta americana in grado di provocare gravi allergie.

Da queste premesse è nato il Life Alien species awareness program (Asap), un progetto cofinanziato dalla Commissione europea, dal ministero dell’ambiente e dai  Parchi nazionali di Aspromonte, Appennino Lucano, Arcipelago Toscano e Gran Paradiso, coordinato da Isprra e al quale partecipano  Regione Lazio – Direzione ambiente e sistemi naturali, Federparchi, Legambiente, Nemo, Unicity e università di Cagliari.

L’obiettivo del Lifa Asap e quello di «ridurre il tasso di introduzione di specie aliene invasive e mitigare i loro impatti, aumentando la consapevolezza della cittadinanza italiana» e i ricercatori dicono che «Le zone costiere del Lazio (province di Roma, Latina e Viterbo) presentano tassi di invasione nettamente superiori a quelli delle province interne e in gran parte montuose (Rieti e Frosinone). Roma prevale in termini di numero di specie aliene, sicuramente per effetto dell’elevata densità di popolazione ma anche per la presenza dei due maggiori scali nazionali, il porto di Civitavecchia e l’aeroporto di Fiumicino, vere e proprie “porte di ingresso” per la fauna aliena».

Andrea Monaco della direzione ambiente e sistemi naturali della Regione Lazio, spiega: «Sappiamo che le invasioni biologiche sono legate alla velocità degli scambi e dei mutamenti globali che caratterizzano questo momento storico e la sfida che ci pongono è molto complessa. Per affrontare questa minaccia è necessario l’impegno di tutti. Perciò occorre informare di più e meglio i cittadini. Servono prima di ogni cosa comportamenti responsabili, per evitare nuovi rilasci di specie in natura, per segnalare tempestivamente nuovi focolai di invasione e per aiutare a rimuovere, ove possibile, le specie più dannose permettendo il recupero degli equilibri naturali».

Anche nel Lazio, il progetto Life Asap coinvolgerà un gran numero di attori coinvolti a vario titolo nella gestione delle specie aliene : «Verrà promossa l’adozione di codici di condotta volontari e di buone pratiche per cacciatori, pescatori sportivi, florovivaisti, commercianti di pet, professionisti (es. progettisti del verde) e delle linee guida sulle gestione delle specie aliene invasive nelle aree protette. Saranno inoltre realizzati sentieri natura di informazione sulle specie aliene invasive nelle aree protette e negli orti botanici. Sono previste attività di formazione per il personale delle pubbliche amministrazioni e dei soggetti istituzionali coinvolti nelle ispezioni delle merci in transito (Uffici veterinari, Cites, Servizi fitosanitari regionali, punti d’ispezione frontaliera…). Anche le scuole saranno coinvolte attraverso kit educativi e manuali per gli insegnanti, mentre altre attività di informazione e coinvolgimento riguarderanno gli zoo. Presso l’Aeroporto di Fiumicino verrà allestito un info-point per distribuire materiale informativo ai passeggeri in transito. Si organizzeranno attività di coinvolgimento della popolazione come la realizzazione di 12 bioblitz e una Smart app per le specie aliene. Verrà inoltre coinvolta la comunità scientifica nella stesura di una black list delle specie aliene di interesse prioritario per l’Italia e di raccomandazioni, definite tramite seminari e workshop, da sottoporre al governo italiano».

Il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, conclude: «Quello delle specie aliene è un problema troppo spesso sottovalutato ma che rappresenta la seconda causa di perdita di biodiversità nel mondo I parchi, in questo contesto, possono rappresentare un sistema avanzato di monitoraggio, gestione e informazione contribuendo significativamente al raggiungimento degli obiettivi. Per questo abbiamo partecipato a questo progetto e condiviso l’iniziativa della Regione Lazio, che attraverso azioni mirate e punti informativi dedicati, potrà offrire un concreto aiuto alla conoscenza del problema e alla diffusione dei metodi per tutelare al meglio la nostra biodiversità».