Spiaggia del Bagno: ci risiamo con i cartelli proprietà privata

Legambiente: ridicola esibizione di privilegio. Intervenga il Comune

[18 luglio 2018]

Numerosi marinesi e turisti ci hanno segnalato che sulla spiaggia del Bagno a Marciana Marina –  così  amata ben curata dai frequentatori marinesi che i volontari di Vele Spiegate l’hanno esclusa dalla loro opera di pulizia – sono ricomparsi i cartelli proprietà privata e “l’elegante” corda divisoria per escludere gli indigeni che erano stati tolti e arretrati dopo le proteste dei cittadini e di Legambiente Arcipelago Toscano,

Ci chiediamo se l’artefice di questa nuova dimostrazione di alterigia privatistica sia la stessa Signora che, intervenendo qualche settimana fa a una manifestazione a Marciana Marina sollecitava gli esponenti nazionali di Legambiente presenti a chiedere norme e pene più dure per chi crede che il mare e le coste non siano un bene comune da difendere e rispettare. Se così fosse la informiamo che anche la spiaggia del Bagno, il sentiero di accesso, la battigia, le onde e i ciottoli che l’hanno formata sono un bene comune, un patrimonio pubblico, l’eredità della storia e della natura di marinesi e dei turisti che frequentano questa perla preziosa della natura. Non bastano i soldi per comprarla e chi i soldi ce li ha dovrebbe capirne il grande valore comune, soprattutto se professa aneliti ambientalisti e chiede che si impedisca che interessi privati deturpino e precludano mari e coste.

Come abbiamo già detto in passato: quei ridicoli e offensivi cartelli vanno tolti perché le spiagge non si comprano e soprattutto non si compra il diritto di impedire di utilizzarle.  E anche gli amministratori comunali elbani farebbero bene a riflette su cosa ha portato la loro smania di privatizzare le spiagge, di trasformarle in privilegi ed euro un tanto al metro.

All’attuale amministrazione comunale di Marciana Marina chiediamo quello che già chiedemmo alla precedente amministrazione: si fermi questa ridicola esibizione proprietaria di privilegio (che se continuerà troverà una nostra risposta) e si trovi una soluzione, anche con une sproprio per pubblica utilità, per restituire per sempre alla comunità marinese un bene che era e resta comune.