Sui guai e problemi del parco di San Rossore

[24 febbraio 2014]

Come era facile prevedere le vicende giudiziarie del nostro Parco di San Rossore hanno suscitato le più diverse e varie reazioni. Di quelle relative al  decorso dell’indagine hanno già detto quanto basta gli amministratori del Parco e l’assessore regionale Annarita Bramerini, e non resta quindi che attenderne gli sviluppi e le conclusioni. E per questo non occorre alcun commissariamento regionale, visto che i sindaci revisori hanno potuto già svolgere (e potranno continuare a farlo) il loro lavoro, e così pure la magistratura.

E’ bene invece non passare sotto silenzio qualche altro giudizio e richiesta. Mi riferisco ,ad esempio, alla richiesta di dimissioni del sindaco di Vecchiano, perché avrebbe imbrogliato sull’Ikea che c’entra come il cavolo a merenda.

Semmai ci ricorda che il Parco ha un ruolo importante nelle decisioni che riguardano il suo territorio, che non si misurano certo solo con il numero dei provvedimenti (le delibere di una volta).

E veniamo così a Tanfucio – di solito pungente e bene informato – che ha trovato sorprendente il numero dei provvedimenti sotto esame (200),  che vanno oltre l’orizzonte di Boccadarno e che smentirebbero così l’inguaribile e conclamato immobilismo del Parco. Immobilismo di cui parlano a ruota libera talvolta anche personalità dalle quali ci sarebbe da aspettarsi minore superficialità che tocca livelli grotteschi, ad esempio, in qualche consigliere regionale che – pensa te – trova scandalosa la sottovalutazione da parte del Parco della coltivazione del tartufo al punto di contestarne il ruolo generale.

Ricordo quando l’assessore ai lavori pubblici del comune di Pisa ad ogni riunione di giunta si presentava con un carrello di delibere che surclassavano di gran lunga quelle di tutti gli altri assessori  messi insieme. Qualche anno dopo  le delibere furono ridotte per decisione nazionale al 10%. Insomma non è solo alle carte e al suo numero che è riconducibile il ruolo di una istituzione e riconoscibile il senso della sua presenza. Lo conferma il fatto – e chiudo così con una notizia – che proprio alla vigilia della crisi di governo come Gruppo di San Rossore avevamo concordato con il ministro Orlando l’istituzione di un Osservatorio sulle aree marine protette presso il Parco, che oggi gestisce dopo una vicenda fin troppo tribolata la riserva marina della Meloria. Il cambio della guardia al ministero richiederà – d’intesa anche con la Regione a altri soggetti istituzionali e associativi  pisani e livornesi, specie dopo l’inaugurazione del porto – di riprendere il filo del discorso prima ancora che il tutto finisca in uno dei 200 atti.

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