Urgente il passaggio del testo al Senato. A Marrakech necessari impegni ambiziosi e concreti

Coalizione Clima: «Danno d’immagine per l’Italia presentarsi alla Cop22 senza la ratifica dell’Accordo di Parigi» (VIDEO)

L’Odyssée des Alternatives Ibn Battûta delle organizzazioni e movimenti popolari d’Africa e d’Europa

[21 ottobre 2016]

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Secondo Coalizione Clima,  «Dopo il sì della Camera alla ratifica dell’Accordo di Parigi, urge il passaggio del testo al Senato. Il tempo stringe e difficilmente l’Italia si presenterà a Marrakech alla 22esima Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici, in programma dal 7 al 18 novembre, con la legge in tasca».

Se questo avvenisse, per la Coalizione italiana clima sarebbe «Un danno per il nostro Paese in primis e per l’Unione europea tutta nonostante la ratifica comunitaria»: arrivare tardi mina  la credibilità dell’impegno europeo sul clima affermato negli ultimi 10 anni.

La Coalizione Clima, che in Italia raggruppa più di 200 tra organizzazioni, enti, associazioni agricole e anche tantissimi singoli cittadini, evidenzia che «La ratifica è un primo indispensabile atto di serietà se si vuole lavorare davvero per l’attuazione del trattato alla Cop22 di Marrakech, dove è necessario prendere impegni stringenti, concreti, globali, seri ed ambiziosi, e immediatamente mettersi all’opera per rispettarli. Vi si affronteranno, fra le altre, questioni riguardanti le strategie di mitigazione dei cambiamenti climatici, la giusta transizione a un’economia a zero emissioni di carbonio, i finanziamenti e le scelte strategiche necessarie per affrontare le drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici che già oggi subiamo; la sfida è di primaria importanza, eppure ad oggi, i decisori del mondo intero hanno dato risposte insoddisfacenti quando non proprio nulle». Per questo le 200 organizzazioni italiane chiedono con forza a tutti i decisori politici di «agire con rapidità ed efficacia, prendendo misure coraggiose».

Proprio per fare sentire la voce dei popoli, a cominciare da quelli già colpiti da questi cambiamenti, la Coalizione Clima chiama alla mobilitazione i cittadini da una riva all’altra del Mediterraneo e del Sahel, prima e durante la Cop22, promuovendo una serie di iniziative come l’Odyssée des Alternatives Ibn Battûta, organizzata da sindacati e associazioni ambientaliste e della società civile (per l’Italia Arci e Cgil), che il 23 ottobre farà tappa in Italia, a Porto Torres.

L’Odissea è dedicata a Ibn Battûta, nato a Tangeri nel 1304 e diventato il prototipo dei viaggiatori e degli esploratori grazie ai quattro viaggi che intraprese tra il 1325 e il 1353 che lo portarono a “scoprire” l’Oriente e il Medio Oriente, una parte dell’Africa e dell’Asia e l’iniziativa itinerante è stata organizzata da decine di organizzazioni e movimenti popolari d’Africa e d’Europa e, partita il 19 ottobre dal Barcellona, l’11 novembre arriverà a Tangeri, dopo aver  attraversato  il Mediterraneo in 6 tappe.  Ad ogni tappa si terranno forum civici, feste delle alternative ed iniziative che sottolineeranno gli impegni per la giustizia sociale e climatica e per i migranti, così come le soluzioni sostenibili ed eque che già emergono sulle due sponde del Mediterraneo.

Coalizione Clima spiega che «Dal 19 ottobre al 10 novembre 2016, due imbarcazioni solcheranno il mare collegandolo in 6 tappe, dalla Spagna fino al Marocco, passando per la Francia, l’Italia, la Tunisia e l’Algeria. Un’Odissea per collegare popoli, crisi e soluzioni, resilienze e alternative, in una rotta comune di solidarietà e cooperazione che attraversa il nostro mare, quel Mediterraneo afflitto dalla crescita dell’intolleranza, dalle tensioni, dai conflitti armati, dalle fughe e dalle morti. Di fronte ai cambiamenti climatici e ai muri in filo spinato, le genti del Mediterraneo vogliono mettersi in rete per uno sforzo comune. Il 23 ottobre le due barche saranno a Porto Torres, accendendo i riflettori su una realtà costretta a un pesante cambiamento climatico e a una crisi ambientale».

Le organizzazioni che aderiscono a Coalizione Clima e all’Odyssée des Alternatives Ibn Battûta, concludono ricordando che «Il bacino del Mediterraneo e il Sahel sono luoghi in cui si stanno avverando stravolgimenti di grande portata. Se i grandi produttori di gas a effetto serra non diminuiranno sensibilmente il loro impatto, nei prossimi 35 anni, 290 milioni di persone in queste aree subiranno la penuria d’acqua potabile. Le acque superficiali aumenteranno da 2°C a 4°C in meno di un secolo, impattando pesantemente sulla produttività delle attività economiche e sulla biodiversità. Le soluzioni e le prospettive alternative esistono, resistono e si sviluppano. Riguardano l’energia, l’abitare, i trasporti, le nuove tecnologie, l’agricoltura, la pesca, l’artigianato, la salute, la cultura, l’industria, il turismo, la difesa della biodiversità e delle risorse naturali… Milioni di persone sono impegnate ovunque, immaginando e realizzando il mondo del futuro».

 

Videogallery

  • TEASER ITALIANO Odissea Ibn Battuta

  • MOBILISATION CITOYENNE Odyssée des Alternatives Ibn Battûta 2016