Conclusa la Cop23 Unfccc, Legambiente e Wwf: servono fatti e scelte concrete per tradurre in realtà la promessa e gli Accordi di Parigi

L’Italia dimostri di essere all'altezza di ospitare la Cop 26

[18 novembre 2017]

Si è conclusa a Bonn con l’approvazione di una serie di impegni la 23esima Conferenza delle parti dell’United Nations framework convention on climate change  (Cop23 Unfccc) e per Legambiente «La conferenza sul clima di Bonn (Cop23), a due anni dall’Accordo di Parigi, ha registrato alcuni passi in avanti, ma è ancora molta la strada da percorrere per tradurre la promessa di Parigi in realtà. Servono fatti e scelte concrete e un ruolo da leadership da parte dell’Europa».

Secondo la presidente nazionale di Legambiente, Rossella Muroni, «L’accordo raggiunto a Bonn, e che include non solo la revisione degli impegni di riduzione delle emissioni ma anche il sostegno finanziario ai paesi poveri colpiti dagli impatti dei cambiamenti climatici in corso, si limita solo all’avvio del processo di revisione degli impegni. L’azione concreta dovrà essere presa alla COP24 del prossimo anno a Katowice in Polonia. Per questo nei prossimi mesi servirà ancora molto lavoro sul testo negoziale concordato, in modo da poter adottare a Katowice le linee guida finali secondo quanto previsto a Parigi. L’Europa deve dimostrarsi all’altezza di questa sfida e definire sin dai prossimi mesi una strategia per zero-emissioni entro il 2050, in modo da poter avere tutti gli strumenti a disposizione per rivedere l’attuale impegno di riduzione del 40% al 2030, aumentandolo in coerenza con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Nel frattempo, vanno rivisti i target proposti per rinnovabili ed efficienza energetica in discussione nell’ambito del pacchetto Clima-Energia 2030, in modo da poter facilitare la revisione dell’attuale impegno di revisione delle emissioni».

Per quanto riguarda la proposta fatta a Bonn dall’Italia di voler ospitare nel 2020 la COP26, la Muroni ha detto: «L’Italia dimostri con coerenza e impegni concreti di essere all’altezza di ospitare la COP26 – a partire da una più ambiziosa politica di riduzione delle emissioni nazionali  dimostrando finalmente di voler giocare un ruolo di primo piano, insieme ai paesi più avanzati come Francia e Germania, nel consolidamento della leadership europea nell’azione climatica globale».

Il Wwf «Riconosce i progressi compiuti verso un aumento delle ambizioni fino al 2020 e oltre, ma sollecita le parti a risolvere i problemi ancora in sospeso. Un anno dopo l’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi, i negoziati delle ultime due settimane hanno visto i Paesi raggiungere un accordo su questioni importanti, come l’azione e il sostegno fino al 2020 e sul ruolo delle comunità locali e delle popolazioni indigene nell’azione per il clima. Tuttavia, resta  ancora molto da fare per cogliere le opportunità di raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima. I governi devono urgentemente rafforzare l’azione, finalizzare le regole per attuare l’Accordo di Parigi e rafforzare urgentemente l’ambizione degli impegni per il clima post 2020».
Secondo Manuel Pulgar-Vidal, leader del programma mondiale per il clima e l’energia del Wwwf, «Sin dall’inizio, i paradossi di questa Cop sono stati molti. I negoziatori si sono riuniti a Bonn sotto una presidenza delle Fiji e, mentre gli Stati hanno deliberato sulle azioni future, le città, le regioni, le imprese e le comunità hanno intensificato gli sforzi per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Abbiamo anche visto che, nonostante lo slancio visto nei corridoi di Bonn, i Governi nazionali sono ancora in ritardo. In un anno segnato da disastri meteorologici estremi e potenzialmente il primo aumento delle emissioni di carbonio in quattro anni, la differenza tra ciò che stiamo facendo e quello che dobbiamo realizzare è chiara: i paesi devono agire con maggiore ambizione, e presto, per metterci su un percorso verso un futuro in cui l’aumento della temperatura non superi 1,5 ° C. La presidenza polacca dovrà integrare e puntare a sostenere gli sforzi delle Figi per accelerare i progressi verso la messa a punto delle regole che guideranno l’attuazione dell’accordo di Parigi e garantire finanziamenti certi e adeguati per  i paesi in via di sviluppo, compresi quelli relativi alle emergenze (loss and damage). Due anni fa, i Paesi di tutto il mondo hanno ricevuto un importante mandato a Parigi.  Oggi stanno facendo progressi, ma con l’accelerazione dei cambiamenti climatici, il ritmo e la portata della risposta sono ancora insufficienti. È giunto il momento di mostrare una visione più audace e innovativa per poter sfruttare il chiaro slancio che ci viene dall’azione di aziende, regioni e città».

Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed Energia del Wwf Italia, aggiunge: «La sensazione che abbiamo avuto in questa conferenza è stata che effettivamente la transizione è in atto e che ha molti protagonisti, dalle città alle aziende. Abbiamo visto molta meno pubblicità e molta più comunicazione effettiva tra i diversi attori. L’esperienza statunitense insegna che da (grandi) difficoltà possono venire spinte ancor più forti, perché la minaccia climatica riguarda tutti, cittadini e mondo economico, come anche le soluzioni».