L’Italia e il Goal 13: lotta contro il cambiamento climatico (VIDEO)

Calano le emissioni ma occorre scinderle dalla crescita

[30 ottobre 2018]

Prosegue la campagna ASviS “Un Goal al giorno”, che fornisce un’analisi tematica tratta dal Rapporto ASviS 2018 sulla posizione italiana e regionale rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.  
La campagna durerà 17 giorni, uno per ogni SDG. Puoi seguirla anche su Facebook e Twitter usando gli hashtag 
#RapportoASviS e #1Goalxgiorno.

Oggi parliamo del Goal 13: “Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze”. 

 

«Tendenza al disaccoppiamento» tra sviluppo economico ed emissioni di gas serra. Questa è la parola chiave contenuta nel Rapporto ASviS 2018 nella sezione riguardante il Goal 13, nonché l’obiettivo da raggiungere per il nostro Paese.

La situazione in Italia, infatti, è migliorata negli ultimi anni: l’indicatore composito (gas serra totali secondo i conti delle emissioni atmosferiche) mostra che «fino al 2014 c’è stato un miglioramento in gran parte a causa della riduzione delle emissioni, indotta dalla crisi economica, per poi peggiorare nuovamente nell’ultimo biennio, in corrispondenza della ripresa del Pil». Data la varietà di fattori presenti all’interno del Goal 13 e la sua connaturata inter-territorialità, non è stato possibile sintetizzare gli indicatori compositi con una specificità regionale.

Il quadro legislativo rispetto al Goal 13 delinea una situazione che necessita di azioni concrete per raggiungere i traguardi dell’Agenda 2030. Va ricordato che in Italia tra il 1995 e il 2015 si è registrata una diminuzione di 20 punti percentuali delle emissioni di gas serra, ponendo il nostro Paese addirittura al di sotto della media di emissioni europea. Tuttavia, questo notevole risultato è attribuibile per il 75% alle attività produttive (e quindi alla caduta delle stesse a causa della crisi economica) e non a iniziative sostenibili. Inoltre, in Italia, dal 2010 a oggi, i fenomeni “naturali” hanno colpito con impatti rilevanti (disagi, danni a infrastrutture, vittime) 198 comuni, che hanno subito ben 340 fenomeni metereologici estremi. È da notare, però, che nel 2017, secondo le stime elaborate dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), le emissioni di gas serra sono diminuite dello 0,3% a fronte di un incremento del Pil dell’1,5%, segno di un’efficace tendenza al disaccoppiamento.

L’impegno sul Goal 13, anche a livello internazionale, è ingente. Oltre 20 Stati, Regioni e autorità locali si sono impegnati a ridurre, entro il 2050, le loro emissioni di gas serra di almeno l’80% rispetto al 1990. In questo contesto, il Governo dovrebbe assumere l’impegno esplicito che non arretrerà dall’Accordo di Parigi e che contribuirà all’obiettivo di far sì che le emissioni globali di CO2 raggiungano il picco nel 2020 e che si consegua la “carbon neutrality” (con emissioni sufficientemente basse da essere assorbite in modo sicuro da foreste, suoli e altri sistemi naturali) entro la metà del secolo. Inoltre l’ASviS presenta come necessità imprescindibile la conclusione dell’iter di approvazione del Piano d’azione nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc). L’Alleanza chiede anche il rafforzamento della ricerca scientifica in aree non contemplate dalla Strategia energetica nazionale (Sen), oltre a un coinvolgimento maggiore dei territori, accrescendo l’autonomia dei sindaci nella gestione in materia di adattamento climatico, rigenerazione urbana, mobilità sostenibile e riduzione dell’inquinamento.

L’indicatore composito del Goal 13 (gas serra totali secondo i conti delle emissioni atmosferiche) migliora fino al 2014 in gran parte a causa della riduzione delle emissioni indotta dalla crisi economica, per poi peggiorare leggermente nell’ultimo biennio, in corrispondenza della ripresa del Pil.

Per il Goal 13 non è stato possibile sintetizzare indicatori compositi con una specificità regionale.

di ASviS

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