L’obiettivo 1,5° C di Parigi potrebbe essere vanificato già entro il 2026

Colpa dell’interdecadale Pacific Oscillation e dei gas serra. Urgente ridurre le emissioni

[9 maggio 2017]

Se un driver climatico naturale molto “lento”, l’interdecadale Pacific Oscillation (Ipo), entrerà, come si sospettava, nella sua fase positiva, «Le temperature globali potrebbero sfondare già nel 2026  la barriera degli 1,5° C, negoziata alla conferenza di Parigi».

A dirlo è lo studio “Trajectories towards the 1.5°C Paris target: modulation by the Interdecadal Pacific Oscillation”. Pubblicato su Geophysical Research Letters dagli scienziati del Centre of excellence for climate system Science dell’ Australian research council  un istituzione goverbativa  e dell’Università di Melbourne, che dimostra che «un’Ipo positiva potrebbe probabilmente produrre una forte accelerazione nel riscaldamento globale nel prossimo decennio».

L’IPO è stato in una fase negativa dal 1999 ma gli anni caldi record consecutivi nel 2014, 2015 e 2016 hanno portato i ricercatori clmatici  a suggerire potrebbe aver subito un cambiamento. In passato, queste fasi positive hanno coinciso con un accelerazione del riscaldamento globale.

Il principale autore dello studio, Ben Henley, spiega: «Anche se l’Ipo resta in una fase negativa, la nostra ricerca dimostra che sarà ancora probabile vedere le temperature globali sfondare il guardrail degli 1,5° C entro il 2031. Se il mondo vuole avere qualche speranza di raggiungere l’obiettivo di Parigi, i governi dovranno perseguire politiche che non solo riducano le emissioni, ma rimuovano il carbonio dall’atmosfera. Se non dobbiamo oltrepassare il limite degli 1,5° C, dobbiamo puntare ancora a portare indietro le temperature globali e a stabilizzarle a quel livello o inferiore».

L’Ipo ha un forte impatto sul clima globale perché è una potente leva climatica naturale, che si “carica” molto lentamente, in periodi di 10 – 30 anni. Durante la sua fase positiva le temperature oceaniche nel Pacifico tropicale sono insolitamente calde, mentre quelle a nord e a sud di questa regione sono spesso insolitamente fresche. Quando l’Ipo entra in una fase negativa, la situazione si inverte.

I ricercatori australiani sottolineano che «In passato, abbiamo visto lpo positive nel 1925-1946 e di nuovo nel 1977-1998. Sono stati entrambi i periodi che hanno visto un rapido aumento della temperatura media globale. Al contrario, il mondo ha sperimentato una fase negativa prolungata nel  1947-1976, quando le temperature globali erano in fase di stallo».

La caratteristica più sorprendente della più recente fase negativa Ipo del XXI secolo e che le temperature superficiali medie globali hanno continuato a salire, solo a un ritmo più lento.

Henley conclude: «Anche se la Terra ha continuato a scaldarsi durante il temporaneo rallentamento intorno al 2000, il livello ridotto del riscaldamento in quel periodo potrebbe averci fatto cullare  in un falso senso di sicurezza. La fase positiva della Ipo probabilmente correggerà questo rallentamento. Se è così, possiamo aspettarci un’accelerazione del riscaldamento globale nei prossimi decenni. I responsabili politici ne devono essere rapidamente consapevoli: ci stiamo avvicinando agli 1,5° C. Il compito della riduzione delle emissioni è davvero molto urgente».