Negli ultimi 100 anni raggiunte temperature di 44.000 anni fa (forse 140.000)

Mai così caldo nell’Artico canadese

[25 ottobre 2013]

Lo studio “Unprecedented recent summer warmth in Arctic Canada” (Il riscaldamento senza precedenti nell’artico canadese), pubblicato su  Geophysical Research Letters, il giornale dell’American Geophysical Union, parte dalla constatazione che «Le temperature dell’aria sono aumentate negli ultimi decenni, con riduzioni documentate  di ghiaccio marino, dimensione dei ghiacciai ed innevamento. Tuttavia, la misura del recente riscaldamento dell’Artico è stata anomala rispetto alla variabilità naturale del clima a lungo termine che rimane incerta». Per questo un team di scienziati statunitensi ha utilizzato le datazioni al radiocarbonio di 145 piante e muschi della tundra riemersi quest’anno dal retrocedere delle calotte di ghiaccio nell’Artico orientale canadese, dimostrando così che c’è stata un’inversione nel raffrescamento estivo regionale che durava da 5.000 anni e che le temperature medie estive degli ultimi 100 anni sono state le più alte di ogni secolo da almeno 44.000 anni (e forse 140.000), compreso il picco di caldo dell’inizio dell’Olocene quando l’insolazione estiva alle alte latitudini era maggiore del 9% rispetto ad di oggi. Tutti i campioni sono stati raccolti a meno di un1 metro delle calotte di ghiaccio, che generalmente retrocedono da 2 a 3 metri l’anno.

L’Olocene è l’epoca geologica iniziata dopo l’ultima epoca glaciale della Terra che si è conclusa circa 11.700  anni fa e che continua ancora oggi.

Il team di ricercatori guidato da Gifford Miller dell’Università di Colorado – Boulder  ha utilizzato come piccoli “orologi” gli antichi muschi raccolti ai confini di 4 calotte glaciali dell’isola di Baffin e dalla datazione al radiocarbonio è venuto fuori che questi vegetali non erano stati esposti alle intemperie da almeno 44.000 a 51.000 anni fa.

Il pezzo chiave qui è proprio come il riscaldamento dell’Artico canadese sia senza precedenti – ha detto Miller, un professore di scienze geologiche e ricercatore all’ Institute of Arctic and Alpine Research – Questo studio dice che il riscaldamento al quale stiamo assistendo è davvero al di fuori da ogni tipo di variabilità naturale nota ed è dovuto ad un aumento dei gas serra nell’atmosfera. Le datazioni al radiocarbonio più antiche sono state uno shock totale per me».

L’Isola di Baffin, appena ad est della Groenlandia, si estende su 508.000 Km2 ed è la quinta più grande isola del mondo. La maggior parte del suo territorio è al di sopra del Circolo Polare Artico. Molte delle calotte di ghiaccio, sugli altopiani di Baffin insistono su un terreno relativamente pianeggiante e sono generalmente congelate nei loro letti. «Dove il ghiaccio è freddo e sottile, non scorre, così l’antico paesaggio su cui si sono formate è stato conservato praticamente intatto», spiega Miller che per ricostruire il clima del passato a Baffin ha utilizzato da carote di ghiaccio già recuperati da team di ricerca internazionali nel  vicino Greenland Ice Sheet. Sono state proprio le carote di ghiaccio a mostrare che l’intervallo di tempo in cui le temperature estive dell’Artico erano plausibilmente calde come oggi risale a 120 mila anni fa, verso la fine dell’ultimo periodo interglaciale. «Suggeriamo questa sia l’età più probabile di questi campioni», ha detto Miller.

Lo studio ha anche dimostrato che le temperature estive nell’Artico canadese si sono raffreddate di circa 2,8 gradi Celsius da 5.000 anni fa fino a circa 100 anni fa, un periodo che comprende anche la Piccola Era Glaciale dal 1275 al 1900 circa.

Studi condotti da ricercatori dell’Università di Colorado – Boulder  indicano che dal 1991 le temperature sulla calotta di ghiaccio sono aumentate di 3,9 gradi Celsius. «Anche se l’Artico è in fase di riscaldamento da circa il 1900, il riscaldamento più significativo nella regione dell’Isola di Baffin in realtà non è iniziato fino agli anni ’70 –  sottolinea Miller – Ed è proprio negli ultimi 20 anni che il segnale del riscaldamento venuto da quella regione è stato semplicemente incredibile. Tutta  Baffin si sta sciogliendo e ci aspettiamo che alla fine spariranno tutte le calotte di ghiaccio, anche se non ci sarà un riscaldamento supplementare».