Tragedia di Livorno, è polemica sull’allerta tra Comune e Regione

Fratoni a Nogarin: «Basta polemiche, l'avviso di allerta era adeguato». la scansione delle Allerte

[11 settembre 2017]

E’ salito a  7 il numero delle vittime accertate nell’alluvione che ha colpito Livorno nella notte tra il 9 e il 10 settembre. Una persona risulta ancor dispersa.

A far discutere è la dichiarazione rilasciata eri dal Sindaco di Livorno Filippo Nogarin (M5S):  «Siamo in piena emergenza. Una situazione del genere non era prevedibile in alcun modo. Il livello di allerta diramato dalla Protezione Civile Regionale nella giornata di ieri non era sicuramente quello massimo attestandosi su un livello arancione (rosso solo per la Liguria.)  Non era in nessun modo immaginabile pertanto che potesse verificarsi una catastrofe simile. Gli ultimi rilievi attestano che in sei ore sono caduti 200 millimetri di pioggia che hanno comportato l’esondazione di molti rii con un’ondata di acqua che ha letteralmente travolto la città, fatto crollare infrastrutture provocando smottamenti».

Ma l‘assessore all’ambiente e alla protezione civile, Federica Fratoni (Pd) ha replicato: «Il sistema di allerta era adeguato alla natura dell’evento e ha funzionato perfettamente, comunicato fin dal primissimo pomeriggio del 9 settembre ai sindaci e alle amministrazioni. Mi pare che il sindaco Nogarin stia, nei fatti, cercando di alimentare polemiche per addossare  responsabilità che non ci sono. Non a caso,  il Comune di Pisa, che ha ricevuto le stesse comunicazioni, ha messo in atto tutti meccanismi previsti  di alert system: dai messaggini, alle mail, alle telefonate ai numeri fissi».

Il Centro funzionale di monitoraggio Idrologico-Idraulico della Regione Toscana ha reso nota la scansione degli Avvisi di criticità e dei Bollettini di aggiornamento curati dal Lamma «da cui si evince la cronologia delle comunicazioni istituzionali per le zone di Livorno e Pisa. L’Avviso di criticità emesso alle 12.58 di sabato 9 settembre indica un accrescimento del livello di Allerta per le due zone: Codice Giallo dalle 21.00 fino alle 23.59 dello stesso sabato; – Codice Arancio a partire dalla mezzanotte di sabato fino alle 23.59 di domenica 10 settembre. Alle ore 21.39 di sabato sono partiti i monitoraggi della situazione di criticità; i successivi sono datati 23.08 di sabato e 00.55  – 2.49 – 5.20 – 6.42 – 9.10 – 11.23 – 13.41 – 15.58 di domenica 10 settembre».

Ieri pomeriggio a Livorno è arrivato anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha partecipato a un summit  la sala operativa provinciale della protezione civile di via Terreni, al quale erano presenti anche Fratoni e Nogarin.  Rossi ha specificato che «Per quanto riguarda la natura dell’allerta diramato ieri dalla sala operativa regionale della protezione civile regionale, il codice arancione non differisce da quello rosso se non per l’ampiezza delle zone interessate e che  consente ai sindaci di mettere in campo tutte le azioni di prevenzione necessarie».

Sulla questione interviene anche Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra in consiglio regionale: «Siamo vicini ai familiari delle vittime e ai livornesi, una solidarietà che ho espresso anche al Sindaco Nogarin. Oltre ai tanti morti, inaccettabili nel 2017, vi sono anche danni ingenti. Ma non basta il dispiacere e la solidarietà, serve anche il raziocinio. La causa di questi disastri non è la natura né un’allerta meteo inadeguata, che in questo caso era comunque arancione, più che sufficiente a far temere una situazione fortemente critica. Ogni volta sentiamo ripetere come una cantilena che le precipitazioni sono state le più imponenti di sempre, ma la verità è che tra le vere emergenze di questo paese c’è lo stato pietoso del territorio. “La causa di quel che accade è da ricercare nei tagli agli investimenti pubblici per la salvaguardia ambientale, nell’inefficiente politica dell’emergenza che ha sostituito i seri interventi di prevenzione, nella mancata pianificazione».

Fettori evidenzia che «I punti critici del territorio livornese sono noti da tempo, bisogna investire molto di più sulla prevenzione del rischio e pianificare solidi interventi di tipo strutturale, oltre agli ovvi e necessari interventi manutentivi, a partire da quelli relativi ai corsi d’acqua, che non è chiaro se siano stati fatti in maniera adeguata. Adesso c’è da sostenere in ogni modo l’impegno della protezione civile e dei volontari, poi si dovranno accertare le responsabilità di quanto accaduto. Chiederemo anche che in Consiglio regionale si apra una seria riflessione sulla vera grande opera pubblica prioritaria per la Toscana, che non è l’inutile e dannosa autostrada Tirrenica o il nuovo e pericoloso aeroporto di Firenze, ma la messa in sicurezza del territorio e la salvaguardia dal dissesto idrogeologico».

Il Presidente della Regione ha annunciato che nella seduta della giunta regionale di oggi «dichiareremo lo stato di emergenza regionale e chiederemo al governo nazionale il riconoscimento dello stato di calamità» e ha rivelato che, sempre nella giunta di oggi, «Metteremo subito a disposizione 3 milioni di euro per gli interventi di somma urgenza».

Rossi e Nogarin sono in costante con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, con il capo dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli e con il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti.  Rossi ha detto che   «Gentiloni ha dato la disponibilità del governo ad intervenire per Livorno e ho avuto colloqui anche con il ministro dell’ambiente Galletti e con il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli. Oggi è giusto non intralciare il lavoro dei soccorritori e di tutti coloro che si stanno impegnando per ripristinare un primo stato di normalità, ma già domani (oggi, ndr) sarò di nuovo in città insieme a Borrelli   per un sopralluogo e per una prima verifica di ciò che servirà per far risollevare prima possibile  Livorno».

A Livorno sono impegnati cento operatori della colonna mobile della Protezione civile regionale e circa duecento vigili del fuoco, con idrovore, mezzi movimento terra e per il soccorso fluviale.

Rossi ha concluso: «Sono vicino, e con me lo è tutta la giunta regionale, ai familiari della vittime colpiti da una morte inaccettabile e  voglio esprimere la mia vicinanza a tutta la cittadinanza  livornese, che ringrazio, perché ancora una volta, nella difficoltà, ha dimostrato di avere forza d’animo e capacità di reazione fuori dal comune».

Secondo Nogarin, «La città ha risposto prontamente a questa prima fase di emergenza come è nella natura altruista della città ora si rende necessario strutturare i soccorsi ed organizzare il lavoro con interventi mirati alla risoluzione delle molte problematiche che in questo momento affliggono la città. A tale proposito si fa presente che le risorse volontarie specializzate risultano al momento sufficienti a contenere l’emergenza, pertanto si invitano i cittadini a non presentarsi presso il centro operativo di Porta a Terra per ulteriori offerte di aiuto. Questo potrebbe infatti intralciare le operazioni di soccorso».

Nogarin ha firmato un’ordinanza in cui ha disposto «in via contingibile e urgente, la chiusura di tutte le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado nonché dei servizi educativi 0/3 (nidi e spazio gioco) comunali e convenzionati e delle scuole dell’infanzia per la giornata del 11 settembre 2017». Il Comune informa che  «E’ stato richiesto ai dirigenti scolastici di mettersi mettersi a disposizione per fare in modo che possano essere aperti i plessi scolastici che dovranno essere oggetto di accurati controlli da parte dei tecnici comunali».

Intanto il Comune di Livorno in forma che, attraverso l’Ufficio Ambiente, per snellire le operazioni di stoccaggio di tutti i rifiuti ingombranti generati dall’alluvione, «ha individuato alcune aree ad hoc dove i cittadini, anche con l’aiuto di numerosi volontari, possono concentrare tali materiali. Si tratta dell’area di parcheggio di via Gioberti (nelle vicinanze della stazione ecologica della Rosa) e parcheggio di via del Littorale, nei pressi della sede della proloco di Quercianella. Non è escluso che nei prossimi giorni possano essere individuate altre aree disponibili per i cittadini».

Sono ingenti i danni all’agricoltura per strutture, attrezzature e scorte. Coldiretti Livorno stima al momento in oltre 3 milioni di euro l’importo dei danni diretti. Particolarmente colpite le aziende florovivaistiche, orticole e zootecniche.